Romano Scala
Romano Scala

Arezzo, 19 settembre 2018 - Stava giocando a tennis nel campo del Calambrone a San Giovanni quando anziché respingere la palla del compagno si è fermato accasciandosi al suolo. Malore improvviso e che si è rivelato purtroppo inesorabile per Romano Scala, 64 anni, residente in città. E’ deceduto nella serata di lunedì all’ospedale San Donato di Arezzo dove era giunto in condizioni disperate per un infarto che non gli ha lasciato scampo.

Adesso si punta l’indice sul fatto che nello storico Circolo La Perla, fondato nel 1957 e frequentatissimo dagli appassionati della racchetta dell’intero comprensorio, manchi un defibrillatore che avrebbe potuto salvargli la vita. L’allarme alla centrale dell’emergenza territoriale è scattato attorno alle 18 quando l’uomo, impegnato in una delle abituali partite con gli amici, è caduto a terra. Immediatamente i presenti, oltre al compagno di gioco altre tre persone, si sono resi conto che stava accadendo qualcosa di molto grave e hanno chiamato i soccorsi.

Guidati dagli operatori del 118 in collegamento telefonico in due hanno iniziato il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, mentre un altro è corso a prendere il dispositivo salvavita nel vicino quartiere di Ponte alle Forche in attesa dell’automedica e dell’ambulanza. «Non abbiamo neppure avuto il tempo di aprire il contenitore – racconta uno degli amici – perchè è arrivata l’equipe sanitaria».

Che per più di un’ora, utilizzando il proprio defibrillatore, con scariche continue, ha cercato di stabilizzare il sessantaquattrenne che, una volta intubato, è stato trasportato con un mezzo attrezzato al presidio ospedaliero del capoluogo di provincia. Ogni tentativo di evitare la morte però è stato vano e in serata il valdarnese è spirato. La notizia della tragedia in breve ha fatto il giro del Valdarno perchè Romano Scala, o comelo chiamavano tutti «Pitena», era una persona conosciutissima.

Nella valle dei campanili era apprezzato a Montevarchi, lui pestellese doc, e a San Giovanni, la città nella quale si era trasferito con la famiglia e dove aveva lavorato per anni come dipendente della Ferriera. Popolare anche negli stadi, Scala seguiva le gesta delle squadre amatoriali, del Calcio Pestello, il rione montevarchino dove ha vissuto a lungo, e del Montevarchi Calcio.

In un post sul profilo Facebook della società i dirigenti si sono detti sconvolti e rattristati per la perdita di «un caro amico prima che uno sportivo appassionato». Ma il dolore è stato bipartisan. I tifosi rossoblù della Curva Sud Vasco Farolfi e quelli azzurri della Gradinata Marco Sestini si sono uniti al lutto dei familiari inviando messaggi di cordoglio. I funerali si svolgeranno questo pomeriggio, alle 16, nella Chiesa di Santa Maria al Pestello.