Camaldoli, addio a padre Bargellini. Il gigante bianco e l’ultima missione

Aveva 84 anni. Si è spento in Brasile dove si era trasferito 18 anni fa per servire i poveri delle favelas. Già priore generale, nel 1993 aveva aperto le porte dell’Eremo a Giovanni Paolo II per un incontro storico

Padre Bargellini è morto in Brasile
Padre Bargellini è morto in Brasile

Poppi (Arezzo), 7 settembre 2023 – Trent’anni esatti fa aveva aperto lui nel settembre del 1993 il portone dell’Eremo di Camaldoli ad un Papa. Quel 17 settembre del 1993 padre Emanuele Bargellini e la sua veste bianchissima accolsero Giovanni Paolo II nel cuore della spiritualità benedettina. Per un incontro storico, in poche ore un pontefice a La Verna e poi per la prima volta nella foresta sacra dei monaci. Ora padre Emanuele si è spento. Aveva 84 anni ed era nato a Moggiona.

È morto nel suo Brasile, nella terra che aveva scelto come ultima di missione della sua lunga attività. Lo annuncia il suo successore sul monte della fede, padre Alessandro Barban. Ed è la scomparsa oltre oceano di un gigante del monastero camaldolese. Bargellini per 18 anni ha guidato la Congregazione: priore generale, l’equivalente di un vescovo.

"Generale, come va?" erano le battute di chi lo conosceva, di chi saliva all’Eremo per ascoltarlo, di chi lo sapeva alla guida mondiale del movimento.

Ma il suo incardinamento con il mondo appena scoperto dal presidente della Repubblica Mattarella era ancora più profondo: era stato assistente diretto di don Benedetto Calati per 18 anni, il monaco che forse ha inciso più profondamente negli ultimi secoli dell’ordine, e per decenni vice priore del monastero. Un uomo di dialogo e di comunicazione al di là di ogni steccato. Memorabile il suo confronto sulla fede e sul suo ruolo nella vita all’università di Mosca, all’inizio degli anni ’90: gli studenti della facoltà di filosofia a confessare chi le proprie diffidenze e chi invece la voglia di credere. E lui, con la sua veste bianca, a rispondere senza paludamenti.

Vicinissimo all’esperienza di Rondine, ancora prima era stato a fianco delle comunità che avrebbero portato alla nascita della Cittadella, seguendole nella Russia di Gorbaciov, invitate dalla stessa Raissa a portare oltre il Muro di Berlino un musical sulla vita di San Francesco. Decine di ragazzi, i frati della Verna, sacerdoti e vescovi, con il "Generale" al loro fianco, lo sguardo ironico e penetrante dietro gli occhiali. Poi la scelta del Brasile, il Monastero della Trasfigurazione, a due passi dalle favelas. Era partito malgrado gli inviti nella diocesi a rimanere, c’è rimasto 18 anni, numero ricorrente della sua vita religiosa. E lì si è spento, dopo qualche giorno di agonia: trent’anni dopo aver aperto il portone a un Papa.