LUCA AMODIO
Cronaca

Matteo Serafini, giovane dj non vedente: la sua passione per la musica

Matteo Serafini, otto anni, non vedente, sorprende tutti con la sua abilità alla console per dj, seguendo la sua passione musicale.

Matteo Serafini ha 8 anni e già una grandissima passione per la musica

Matteo Serafini ha 8 anni e già una grandissima passione per la musica

di Gaia Papi

AREZZO

La musica gli scorre nelle vene da quando è nato, otto anni fa. Ha iniziato a gattonare con le canzoni di Lorenzo Jovanotti. Da allora, le note non lo hanno più abbandonato. Compagne fedeli di Matteo Serafini, un vulcano di bambino nato con una cecità totale da entrambi gli occhi. Ma nemmeno quel buio, che lo accompagna da sempre, lo ha mai fermato. Intelligente, curioso, è un mago alla console per dj. Ma come fa? Lo chiediamo alla mamma Valentina che ci risponde sorridendo. "Quando ci ha chiesto di regalargli la sua prima consolle, a sei anni, mi sembrava un ostacolo insormontabile per lui. Tutti quei tasti, quelle leve. Invece è stata una enorme sorpresa. I riferimenti spaziali sono essenziali nelle persone non vedenti, è la prima cosa che ti insegnano con il linguaggio Braille. Ha così imparato a sapere dove è un tasto, piuttosto che una leva, su quella console".

Come è nata questa passione enorme?

"Amo la musica, ho una bella collezione di cd e una serie di hit mania dance. Matteo li ha sempre ascoltati, poi un giorno, aveva cinque anni, la domanda: Mamma come faccio a mettere insieme queste canzoni?"

Cosa è successo dopo?

"Ha ricevuto la sua prima consolle, per i suoi 6 anni, senza aver mai seguito una lezione. Ha quindi iniziato a chiederci di cercargli su You Tube il nome di vari dj, fra cui Fargetta e Prezioso; poi è arrivata la radio che ci ha dato un bell’incentivo".

Ma come ha imparato?

"Seguendo i tutorial su You Tube, dove ha imparato anche la vecchia mixata usando il giradischi".

Non si arrende mai Matteo, sempre in cerca anche di autonomia…

"Sì. Quando ho iniziato a dargli i cd, lui li sistemava uno accanto all’altro e poi mi chiedeva di ognuno cosa fosse. Piano piano, toccando la parte superiore del cd, ha iniziato a riconoscerli. Con i dischi lo stesso, si fa la sua colonna e poi dice chi è. Come faccia non si sa, anche i medici sono sorpresi, probabilmente ha sviluppato una sensibilità tattile molto fine".

Matteo è una sorpresa continua anche per te...

"È pazzesco. Ricordo che partecipammo ad un evento del Calcit dove, a sorpresa, ci chiesero di far esibire Matteo. Io ero titubante, risposi che non sapevo se Matteo se la sarebbe sentita. La sua risposta fu stupefacente: certo che me la sento. Dopo poco era sul palco, da solo, a mixare le sue canzoni".

Non la lascerebbe mai la consolle…

"No, quando ha le mani su quei tasti sprizza gioia da tutti i pori. Ogni tanto si esibisce per puro divertimento all’Urban Cafè. Su quel palco ha suonato per la prima volta. Abbiamo trovato una famiglia in loro. Gianmaria Mariottini gli sta dando anche qualche lezione".

Quando è successo?

"Per Capodanno scorso. Andammo all’Urban, suonavano alcuni dj. Matteo era al settimo cielo. Una nostra amica ci disse: Perchè non chiedete di poter suonare qualcosa? Ebbene, Matteo salì sul palco, uscimmo dall’Urban alle 3 di notte".

Nella vita bisogna avere anche la fortuna di trovare persone giuste…

"Quanto è vero. E noi in questo siamo fortunati. Anche nell’ambiente scuola, dove abbiamo trovato vicinanza e sostegno, non siamo soli. Matteo ha animato tutta le cena degli auguri". Tra i suoi sogni?

"Andare a suonare ad Ibiza".

Come è essere la mamma di un giovane dj speciale?

"Quando nacque e ci dettero la notizia non fu affatto facile. Abbiamo fatto un passo alla volta. Ed eccoci qua. Circondati da persone fantastiche, a vivere delle nostre passioni ed emozioni, a sognare in grande. A dimostrazione di come la disabilità non va vissuta come un ostacolo".