Lotta alla dispersione. Accordo tra Comune e Ufficio scolastico. Nasce l’osservatorio

Nel territorio aretino si parla di una percentuale del 12-14 per cento in linea con il dato regionale di chi non porta a termine gli studi. Un progetto per favorire l’accesso e la regolarità dei percorsi formativi.

Lotta alla dispersione. Accordo tra Comune e Ufficio scolastico. Nasce l’osservatorio

Lotta alla dispersione. Accordo tra Comune e Ufficio scolastico. Nasce l’osservatorio

di Matteo Marzotti

AREZZO

Porta la data del 21 maggio scorso il documento con il quale la Giunta del Comune di Arezzo ha approvato l’accordo di "programma tra il Comune e l’ufficio scolastico provinciale". L’obiettivo è quello di istituire l’osservatorio scolastico aretino per "contrastare il fenomeno della dispersione scolastica e formativa e favorire un’educazione inclusiva".

La dispersione e l’abbandono scolastico riguardano i giovani che lasciano gli studi con la sola licenza media, senza mai più conseguire ulteriori titoli di studio, qualifiche professionali o inserimenti nel mondo del lavoro derivanti da percorsi scolastici o di formazione in contesti anche non formali o informali; la dispersione riguarda inoltre l’evasione dell’obbligo di frequenza, i ritardi o l’ottenimento di un titolo di studio che non corrisponde alle reali competenze acquisite. In poche parole un raggio quanto mai ampio.

Di fatto l’osservatorio viene costuito ad un anno esatto dall’ultimo report presentato da varie associazioni riguardo il mondo della scuola aretina e la dispersione degli studenti. Dati che però non terrebbero conto di alcuni aspetti. Ad esempio negli istituti professionali dopo il terzo anno (in alcuni corsi) gli studenti hanno acquisito quelle competenze e qualifiche necessarie per entrare nel mondo del lavoro con un titolo di studio. "In tal caso non si parla di dispersione - precisa il dirigente scolastico provinciale, Roberto Curtolo - certi numeri vanno analizzati nel loro contesto, e nel movimento degli studenti che in certi casi lasciano il percorso di istruzione statale per poi rientrare in un percorso di formazione regionale. Poi c’è il tema degli istituti professionali dove dopo il terzo anno gli studenti possono scegliere di interrompere il proprio percorso per intraprendere una carriera in ambito lavorativo, e non si può parlare di dispersione. Poi c’è il caso ad esempio di studenti stranieri che iniziano da noi un certo percorso scolastico salvo poi interromperlo perchè la famiglia decide di trasferirsi altrove. Un caso che non possiamo certo non tenere in considerazione".

In poche parole provare a ricostruire la mappa dei movimenti degli studenti basandosi solo sui numeri - sia in caso di uscita dalle scuole, sia in caso di passaggi e trasferimenti - è complicato. Da qui l’input, l’invito raccolto da Comune di Arezzo e ufficio scolastico: creare un osservatorio per conoscere effettivamente i numeri relativi alla dispersione all’abbandono scolastico che ad Arezzo sarebbe in linea con la media toscana. "Stiamo parlando di una percentuale che oscilla tra il 12 e il 14 per cento - prosegue Curtolo - è giusto parlarne ma io se mi posso permettere vorrei sottolineare un altro aspetto che è quello legato agli studenti e alle studentesse che lasciano i corsi di studi universitari tra il primo e il secondo anno. In questo caso la percentuale tocca punte decisamente più alte, ma certi numeri fanno meno rumore".

Ecco allora che l’osservatorio nato dal recente patto avrà un compito essenziale: fornire una mappa il più attinente possibile alla realtà. "Solo le scuole hanno la possibilità di conoscere il percorso dei propri studenti, di poterli seguire e quindi ricostruire i vari movimenti. Il progetto partirà tenendo conto del percorso di studio dalla terza media in poi, focalizzandosi quindi sulla scelta della scuola superiore, su eventuali trasferimenti da un istituto cittadino all’altro fino al completamento del percorso scolastico. Non è da escludere che in futuro questo processo possa essere esteso a tutto il territorio provinciale".