L’onda anomala che la città deve governare

Federico D’Ascoli Ogni aretino sa bene che in questi giorni dovrebbe avventurarsi con l’au...

D’Ascoli

Ogni aretino sa bene che in questi giorni dovrebbe avventurarsi con l’auto in centro solo in caso di stringente necessità. I parcheggi di solito semivuoti come Baldaccio e Mecenate brulicano di auto, le file per entrare in città sono infinite e i camper hanno occupato ogni singolo spazio libero nel raggio di chilometri intorno al centro. C’è chi esulta perché ha un’attività commerciale che in pochi giorni risana qualsiasi difficoltà di bilancio e chi si dispera perché si sente ospite in una città assaltata dai turisti. Sono due facce della stessa medaglia che non possono cancellare una domanda non più rimandabile: cosa fare per attutire l’impatto di flussi che raddoppiano il numero delle persone nello stesso spazio urbano? La politica dei treni speciali e delle navette dai parcheggi più lontani sta funzionando ma non può bastare, considerando che il prossimo fine settimana potrebbe essere ancora più complicato per la vicinanza del Natale. Il rischio, anche per chi viene da fuori, è dire "mai più in un caos così", se per addentare un panino o sorseggiare una birra ci si deve mettere in coda e armarsi di santa pazienza. A qualunque ora della giornata. Insomma, organizzarsi meglio per evitare l’effetto boomerang è di certo la priorità del 2024: non siamo ancora ai livelli della vicina Firenze in cui i residenti reclamano l’aumento dei prezzi delle case e gli affitti introvabili, gonfiati a causa della diffusione di piattaforme come Airbnb. Una città dove stanno scomparendo i piccoli negozi e le botteghe, sostituiti da negozi dedicati solo a chi viene da fuori. L’ultima conseguenza del troppo turismo è una città che diventa teatrino tra brezel, baite e Babbi Natale, perdendo la sua autenticità. E dunque la sua bellezza. Un’onda anomala da governare, senza che questo significhi "lamentasse del tempo bóno"