L’odissea dei pendolari. Sette incidenti in un mese: "Solo promesse, ora basta"

Il rappresentante del comitato valdarnese Da Re: "Appelli caduti nel vuoto, anche i sindaci sono dalla nostra parte: chi paga un abbonamento ha diritto a un servizio decente" .

Il clima è bollente, con i pendolari esasperati e la Regione che, per bocca dell’assessore regionale Baccelli, annuncia un incontro con i vertici nazionali di Trenitalia e Rfi, scavalcando i rappresentanti regionali.

Anche a febbraio, mese che ci siamo appena lasciati alle spalle, sono stati non pochi i disagi per coloro che, causa studio o lavoro, o per semplice svago, salgono in treno per dirigersi a Firenze. Le problematiche non sono mancate e ne abbiamo riassunte alcune, grazie anche alle testimonianze rese dai viaggiatori sui social, da sempre cassa di risonanza, e al contributo di Maurizio Da Re, storico portavoce del Comitato Valdarno Direttissima.

Il 7 febbraio, per la presenza di persone non autorizzate e per un guasto agli impianti di circolazione della stazione di Rignano sull’Arno, si sono registrati ritardi e variazioni di orario sulla linea Firenze – Arezzo; il 15 febbraio, il treno 4113, in circolazione nella tratta valdarnese, ha subito un ritardo di 40 minuti; il 20 febbraio, il convoglio 4070 da Arezzo diretto a Firenze, partito da Figline alle 8:18, si è fermato prima della galleria, accumulando forti ritardi; il 23 febbraio il treno 18828, sempre lungo la linea aretina, è arrivato a Rovezzano con 13 minuti di ritardo e ha accumulato altro ritardo prima di ripartire;

il 26 febbraio, nel nodo fiorentino, circolazione ferroviaria rallentata per la presenza di persone non autorizzate in prossimità della sede ferroviaria, nei pressi di Firenze Statuto.

Rallentamenti fino a 20 minuti; il 27 febbraio il treno 4079 si è fermato a San Giovanni per un guasto alle 14:46. I viaggiatori sono scesi, ma il convoglio è ripartito alle 15,25 senza comunicazione agli utenti; il 28 febbraio, il regionale 4070, a causa di un guasto, si è bloccato poco dopo la stazione di Figline, creando forti disagi ai viaggiatori che erano diretti a Firenze e che sono rimasti chiusi nei vagoni per più di un’ora.

"È una situazione insostenibile – ha detto Da Re – Annuncio che, insieme al Movimento Consumatori della Toscana, stiamo per inviare alla presidente della commissione trasporti della Regione Toscana Lucia De Robertis una richiesta congiunta di audizione urgente. So che anche i sindaci del Valdarno si stanno muovendo, perché così non si può andare avanti. Tra l’altro, l’incontro tra i primi cittadini della vallata, Regione, Rfi e Trenitalia, che si doveva tenere tra gennaio e febbraio, non c’è ancora stato. Quando ci sarà?".

Ha poi chiesto di partecipare a questo faccia a faccia non ancora fissato. Richiesta contenuta in una lettera inviata, in primis, all’assessore regionale Stefano Baccelli e poi indirizzata, per conoscenza, alla sindaca di Figline Incisa Giulia Mugnai, referente per gli amministratori locali del Valdarno Fiorentino e al primo cittadino di San Giovanni Valentina Vadi, presidente della conferenza dei sindaci del Valdarno Aretino.

"La situazione particolarmente grave e disastrosa, che da oltre un anno esaspera e vede coinvolte migliaia di pendolari del Valdarno in continui e inaccettabili disagi causati dai disservizi di Rfi e Trenitalia, impone scelte forti e soluzioni condivise dalla Regione, dai sindaci del Valdarno, e soprattutto dai viaggiatori direttamente interessati", ha scritto Da Re nella lettera.

Insomma, il clima è incandescente e non è esclusa nelle prossime ore una presa di posizione da parte degli amministratori locali. Il comune di Figline, ieri, ha intanto annunciato di essere pronto a scendere in piazza con i pendolari. E Baccelli? Ha fatto una mossa che, di fatto, scavalca i vertici regionali delle Ferrovie.

"Dimostrano di non avere autonomia decisionale rispetto ai disagi della linea aretina - ha detto - ed è giunta l’ora di invitare a Firenze l’ingegner Corradi e l’ingegner Strisciuglio, vertici nazionali di Trenitalia e Rfi".

Sui social, nel frattempo si moltiplicano le critiche da parte degli utenti esasperati dopo anni di continui disservizi.