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3 mag 2022

Licenziati con un Whatsapp "Perché pronto ad assumerli"

Cinque lavoratori mandati via per non aver voluto lavorare a Pasquetta. L’imprenditore biturgense Mauro Marini si è fatto avanti per dargli un futuro

3 mag 2022
claudio roselli
Cronaca
Una manifestazione a Campi Bisenzio in difesa dei lavoratori licenziati
Una manifestazione a Campi Bisenzio in difesa dei lavoratori licenziati
Una manifestazione a Campi Bisenzio in difesa dei lavoratori licenziati
Una manifestazione a Campi Bisenzio in difesa dei lavoratori licenziati
Una manifestazione a Campi Bisenzio in difesa dei lavoratori licenziati
Una manifestazione a Campi Bisenzio in difesa dei lavoratori licenziati

di Claudio Roselli

Ha deciso di prendersi un giorno di riflessione assieme ai suoi collaboratori Mauro Marini, l’imprenditore di Sansepolcro titolare di un’azienda di borse e zaini per le forze armate con sede a Città di Castello, balzato agli onori della cronaca per la sua intenzione di assumere i cinque operai pakistani licenziati da un collega cinese operante a Campi Bisenzio poichè si erano rifiutati di lavorare il giorno di Pasquetta. D’altronde, una notizia del genere non poteva passare inosservata in un periodo come quello attuale, tanto più che è caduta a ridosso proprio del 1° maggio.

Nella giornata di ieri, tutte le principali testate giornalistiche nazionali hanno contattato Marini per saperne di più, dopo aver visto anche i servizi televisivi mandati in onda, ma lui ha preferito rimanere in una sorta di silenzio stampa per poi comunicare eventualmente oggi cosa vorrà fare.

L’ondata mediatica che si è inevitabilmente scatenata lo ha in qualche modo "travolto" e, in base a quanto ci è sembrato di capire, la vicenda avrebbe preso una piega da lui non auspicata, nel senso che si era fatto avanti per dare lavoro e anche per ospitare queste persone, che erano state trattate in malo modo dal titolare di una ditta peraltro già chiusa per irregolarità riscontrate dall’ispettorato, dal momento che la metà del personale lavorava al nero. In altre parole, il suo timore è che un gesto di disponibilità possa diventare occasione di visibilità e pubblicità per altri (non per lui) e quindi si carichi di un risvolto più strumentale che altro.

Marini ricorda di aver letto su un giornale online che questi giovani erano stati cacciati con un sms proprio in un periodo nel quale la realtà da lui creata nel 2009 aveva bisogno di manodopera. E allora, ha deciso di far presente questa sua volontà al sindaco di Campi Bisenzio, Comune di oltre 40mila abitanti che fa parte dell’area metropolitana di Firenze. "Una brutta storia – ha scritto Marini al primo cittadino, Emiliano Fossi – e allora se io do una mano a loro, poi loro la danno a me, tanto più che ho altri collaboratori pakistani, tutti affidabili, che sono con me da diversi anni".

Marini ha poi affrontato la questione anche sul piano etico: "La vita lavorativa di un imprenditore è indissolubilmente legata alla manodopera di origine straniera e poi mettiamoci in testa che viviamo in una società multietnica, nella quale i pregiudizi debbono essere messi da parte". Per la tipologia di prodotti dell’azienda condotta dal biturgense, l’attuale momento è all’insegna delle commesse militari per quanto da oltre due mesi si sta verificando in Ucraina. "Ho bisogno di personale – ha concluso – e delle otto unità impiegate ben sei di origini pakistane. Se vengono altre cinque sono ben contento: ho trovato a esse anche alloggio e sistemazione".

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