La crisi della Chianina. Crolla la richiesta. Vendite giù oltre il 20%. Allarme degli allevatori

"Decine di aziende in difficoltà nella capitale delgigante bianco" . Lo studio di Cia: a picco la richiesta della grande distribuzione. Alcune insegne non commercializzano più la tipologia di carne.

La crisi della Chianina. Crolla la richiesta. Vendite giù oltre il 20%. Allarme degli allevatori

La crisi della Chianina. Crolla la richiesta. Vendite giù oltre il 20%. Allarme degli allevatori

Sparita dai reparti macelleria di alcune catene della grande distribuzione organizzata. E’ crollata la richiesta di Chianina. A lanciare l’allarme è la Cia che denuncia stalle piene e capi invenduti. La regina della provincia aretina è in difficoltà.

Serena Stefani, presidente Cia, come mai?

"La Chianina rischia di essere la Cenerentola in un mercato che continua a modificare usi, abitudini e gusti, il consumo di carne è in continua discesa stritolato da nuove tendenze che cominciano ad avere riflessi importanti sui consumi. Alcune grandi catene della Gdo hanno smesso di commercializzare questa razza".

Di che calo parliamo?

"Le vendite di carne Chianina sono diminuite di oltre il 20%". Ad influire anche il deprezzamento?

"Facciamo i conti con un calo dei prezzi da 8,30 a 7,50 euro al chilo per gli animali migliori, con punte più basse da 7,30 a 6 euro. Ma anche con il depotenziamento nel territorio di strutture per macellazioni e logistica. Oltre alla perdita di importanti mercati esteri come il Giappone".

Perchè alcune insegne hanno smesso di commercializzarla?

"Un cambio di rotta nei consumi ma anche i tempi più lunghi di frollatura rispetto ad altre qualità. L’allevamento della razza richiede una gestione complessa e costosa, che oggi non è più remunerativa. Ormai si mangia meno carne e i canali di vendita si sono ristretti. Senza considerare che l’affermazione di nuove realtà commerciali ha svalorizzato il prodotto. Pensate che basta un 20% di questa carne, per fare di un hamburger un hamburger di Chianina".

Un’emorragia di aziende che cessano la produzione di Chianina.

"L’allevamento di Chianina non è più economicamente sostenibile. Diminuiscono le stalle, calano i capi allevati, l’emorragia di aziende è forte soprattutto nelle aree più marginali, dove rappresentano anche un elemento di presidio importante. Oltre alle ormai note difficoltà che attraversano più in generale il mondo agricolo, i produttori di Chianina devono fare i conti con una crisi di mercato grave e con regole sempre più stringenti".

Le stalle restano piene?

"L’indice di apprezzamento di questa razza è in calo. Fatichiamo a vendere i capi, nonostante il prezzo di mercato si sia progressivamente abbassato".

Come salvare il mercato?

"Necessario avviare una campagna di tutela del prodotto complessiva, insieme a un programma di informazione e comunicazione adeguato per promuovere un’eccellenza a cui tanti allevatori da anni si dedicano. Mai come adesso il confronto con tutti i soggetti della filiera è importante".

Una tegola che arriva mentre infuria la protesta degli agricoltori…

"La protesta è legittima visto la grave crisi del comparto. Cia da tempo è impegnata su tutte le tematiche oggetto della contestazione. Già a ottobre siamo scesi in piazza a Roma".