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5 nov 2021

L'orma degli Uffizi: sopralluogo del direttore sulle location per i prestiti

Il vertice della galleria fiorentina Eike Schmidt ha fatto il primo giro: la galleria di piazza San Francesco, Sant’Ignazio e la Fortezza

5 nov 2021
silvia bardi
Cronaca
Nel 2020 Schmidt dagli Uffizi a Vienna (foto Ansa)
Eike Schmidt
Nel 2020 Schmidt dagli Uffizi a Vienna (foto Ansa)
Eike Schmidt

Arezzo, 5 novembre 2021 - «Che luce». Il Duomo e il Prato lo accolgono con un luminoso tramonto autunnale e il sopralluogo per decidere come allestire e cosa portare dagli Uffizi ad Arezzo diventa per Eike Schmidt, direttore della galleria fiorentina e per la moglie Roberta Bartoli, anche una passeggiata prima di partecipare a Casa Bruschi alla presentazione del libro «Arezzo le 100 meraviglie +1» scritto da Federico D’Ascoli.

Scortati dal sindaco Ghinelli e dal direttore della Fondazione Guido d’Arezzo Lorenzo Cinatti hanno visitato la Galleria di piazza San Francesco, la chiesa di S.Ignazio, la Fortezza e la Pieve: «L’ho vista tante volte da fuori, ma dentro mai» ammette. Il cantiere per il rifacimento del cisternone è ormai smantellato e l’accoglienza è perfetta. Schmidt si ferma, guarda, fotografa, studia gli spazi, chiede informazioni. Sì perché il progetto Uffizi Diffusi non vuole solo fare uscire dai depositi opere che altrimenti non sarebbero visibili, ma anche valorizzare i luoghi, questi luoghi, pronti ad accogliere i capolavori fiorentini.

Che progetto per Arezzo?
«Sto passando qui il pomeriggio e anche la sera, un buon segno direi. Stiamo facendo ora i primi sopralluoghi per vedere gli spazi poi si deciderà, in base al periodo specifico, la natura e il gruppo delle opere da portare».

Il dialogo con la città e con il territorio è parte fondante del progetto.
«Arezzo è già luogo di Uffizi Diffusi ante litteram, Casa Vasari è stata costruita e arredata più di cinquecento anni fa con opere dei depositi degli Uffizi e delle gallerie fiorentine. Un buon inizio, il primo esempio di un progetto che ora diventa più vasto, su cui viene posto il sigillo e che ci dice che dobbiamo assolutamente continuare con questa collaborazione».

E che ha portato successo di pubblico finora.
«Confermo, tutti i Comuni hanno avuto un grande riscontro tra poco pubblicheremo dati precisi, ma sappiamo già che tutte le iniziative hanno avuto un effetto onda, anche dopo che sono state chiuse. Come quelle di Anghiari e Poppi fatte prima della pandemia nel 2019. Anghiari è finito sul Guardian, Poppi sul New York Times. La Toscana degli Uffizi diffusi è stata inserita da Time tra le cento località da visitare nel mondo nel 2021. Due esempi di come le mostre rispettino il genius loci, ad Anghiari la battaglia e gli uomini d’arme e a Poppi i dipinti di Morandini e Dante».

Valorizzazione di opere e di luoghi.
«Vogliamo valorizzare non solo le migliaia di opere nei depositi degli Uffizi che è difficile vedere anche da parte degli studiosi. L’’altro obiettivo è valorizzare i luoghi della Toscana, ricca e variegata, e ricostruire le storie. Una ricchezza come quella che testimonia il libro che avete presentato stasera e che ho tanta voglia di leggere».

A Casa Bruschi infatti Carlo Sisi, conservatore della Fondazione Bruschi, ha spiegato la «filigrana» del libro di D’Ascoli e ha annunciato le nuove iniziative per rilanciare le ricchezze aretine come la ricostruzione della collezione d’arte contemporanea nata con il Premio Arezzo, e una mostra di argenti di Raspini. «Ho invitato Schmidt perché abbia a cuore Arezzo» ha concluso Sisi. «C’è già nel mio cuore» ha risposto Schmidt. 

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