CLAUDIO ROSELLI
Cronaca

Il Premio Diari fa quaranta. Parte la sfida delle storie nel ricordo di Ilaria Alpi

Il riconoscimento intitolato al fondatore Tutino prende il via oggi fino domenica. Un momento per ricordare anche la distruzione di Pieve Santo Stefano. .

Il Premio Diari arriva alla quarantesima edizione

Il Premio Diari arriva alla quarantesima edizione

Quaranta edizioni: il Premio Pieve per diari e memorie inedite, intitolato al suo fondatore Saverio Tutino, taglia questo significativo traguardo, che festeggia da oggi a domenica con un totale di venti appuntamenti. E allo stesso tempo sono 40 anche gli anni che compie l’Archivio Diaristico Nazionale, essendo stato fondato nel 1984, data di mezzo fra il 1944 e il 2014. Uno stesso intervallo temporale – proprio di 40 anni – e "Un rumore speciale. Il sottofondo della memoria" è il titolo del volume di immagini e testi, curato da Camillo Brezzi, Luigi Burroni, Natalia Cangi, Loretta Veri per Forum edizioni e presentato per l’inaugurazione da Monica D’Onofrio, Mario Perrotta e Stefano Pivato. Il libretto con il programma del Premio ricorda poi anche la distruzione di Pieve Santo Stefano: brani di memorie e di diari di diciassette pievani che nel 1944 hanno visto saltare in aria la loro cittadina e tutto quello che avevano costruito, annientata dai tedeschi in fuga guidati dal generale Albert Kesselring. Nelle tante iniziative editoriali, teatrali ed espositive si avvicendano altri vecchi e nuovi amici dell’Archivio: persone comuni e autori assieme a intellettuali, storici, artisti impegnati nella cultura della memoria.

Il Premio Tutino Giornalista 2024 vuole ricordare Ilaria Alpi e Miran Hrovatin – assassinati 30 anni fa a Mogadiscio - e il loro coraggio nella ricerca di verità scomode (intervengono tra gli altri Maurizio Mannoni e Walter Verini), mentre il Premio Città del Diario è per il regista Giorgio Diritti, attribuitogli per l’impegno civile e l’attenzione che ha sempre dedicato alle storie marginali. La giornata odierna comincia negli spazi dell’Asilo Umberto I, futura sede dell’Archivio e del Piccolo museo del diario, che ospita il Giardino della memoria, spazio verde sul Tevere intitolato a Saverio Tutino: dalle 16:30, presentazione della mostra "In acque profonde", indagine artistica sul rapporto fra individuo e memoria attraverso le opere di Elena Merendelli, Ines Mori e Laura Serafini; alle 17 si parlerà del volume sopra ricordato sui 40 anni dell’Archivio: "Una storia densa di eventi grandi e piccoli e di partecipazione - spiegano i curatori – e abbiamo pensato di offrire un (grosso) biglietto da visita composto da foto e testi per chi in varie forme ha instaurato con l’Archivio un legame di amicizia e allo stesso tempo per presentarci a chi ancora non ci conosce". Alle 18.30, nella sede di Palazzo Pretorio, apertura de "Il tesoro dell’Archivio", a cura di Cristina Cangi, con in mostra alcuni manoscritti custoditi a Pieve e lo spazio delle Logge del Grano sarà riservato a "Disegnami 2024", tavole illustrate di Giovanni Cocco, Lorenzo Marcolin, Maria Virginia Moratti, Mihaela Šuman e Fausto Tormen, ispirate da pagine dei diari migranti. Per ricordare anche l’80esimo della distruzione di Pieve, performance itinerante "Il Paese della memoria ritrovata", di Andrea Merendelli, che dalle 18.45 mette in scena per le strade del paese, "un caso emblematico di cancellazione scientifica e strategica attuata dai nazisti". Con Le trincee del cuore, in prima esecuzione assoluta, alle 21.45 Ambrogio Sparagna racconta in musica e canzoni gli anni della Prima guerra mondiale, quando gli italiani per la prima volta mescolarono i loro diversi dialetti e storie nell’orrore e nella fiera umanità delle trincee.