Grave dopo la coltellata a duello. Di Sansepolcro la ragazza contesa. Sfida e offese prima dei fendenti

Restano delicate le condizioni del giovane colpito al fianco e al quale è stata asportata la milza. I carabinieri al lavoro per ricostruire lo scontro tre contro uno: niente arresto per il responsabile.

Grave dopo la coltellata a duello. Di Sansepolcro la ragazza contesa. Sfida e offese prima dei fendenti

Il capitano Carmine Feola (a destra) coordina una pattuglia dei militari dell’Arma

e Claudio Roselli

E’ stato denunciato per lesioni gravi e porto abusivo di arma bianca il diciottenne albanese che durante una lite intorno alle 19 di venerdì ha accoltellato un giovane connazionale di Sansepolcro, poi operato d’urgenza. A quest’ultimo è stata asportata la milza: resta ricoverato in rianimazione all’ospedale San Donato di Arezzo ma non corre pericolo di vita. Si conoscono ulteriori e inquietanti particolari sul gravissimo episodio verificatosi nella zona del Campaccio a Porta Romana, dove hanno sede alcune scuole.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri il 25enne sarebbe entrato in conflitto con un coetaneo – da poco maggiorenne e residente a Città di Castello – per la fidanzata, una ragazzina italiana che abita a Sansepolcro, contesa con il rivale. All’ennesimo appuntamento per un chiarimento, il ragazzo – che sarebbe stato vittima a sua volta di violenze varie da parte del contendente e dei suoi due amici – si è presentato armato e si è difeso colpendo all’addome con una coltellata uno dei presunti aggressori prima di scappare e disfarsi dell’arma.

A soccorrere il ferito il personale del pronto soccorso di Sansepolcro, dove gli altri componenti del gruppo lo avevano trasportato per poi lasciarlo davanti alle porte dell’ospedale e far perdere le proprie tracce. Gravi le ferite riportate dal ragazzo, che ha subìto un’operazione. Fondamentali per ricostruire gli attimi dell’aggressione i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e poi ai racconti dei protagonisti.

C’è dunque voluto poco tempo ai carabinieri della Compagnia di Sansepolcro, guidati dal capitano Carmine Feola, per identificare le persone coinvolte, tutte di origine albanese e già note. Scattata la denuncia anche per i componenti del gruppo: contestate le percosse e le minacce.

È stato dunque un pomeriggio di follia quello che si è consumato venerdì. Il movente del vero e proprio agguato sarebbe passionale, l’epilogo di una escalation di violenza nei confronti del 18enne, il quale ha raccontato agli inquirenti di essere finito nel mirino dei tre da alcuni giorni.

Nella vicenda sono coinvolti quattro giovani di età compresa tra i 18 i 25 anni, tutti di origine straniera.

Il giovane che ha sferrato il colpo nel frattempo ha tentato di liberarsi dell’arma, ma i carabinieri l’hanno recuperata il giorno dopo grazie anche all’intervento del personale del Comune che ha utilizzato un metal detector. La pm Emanuela Greco ha tenuto conto della versione del giovane che ha raccontato di aver agito per difendersi. Di fronte agli inquirenti ha infatti sostenuto di aver portato con sé l’arma perché, in più occasioni, sarebbe stato accerchiato, minacciato e anche picchiato.

I carabinieri di Sansepolcro stanno proseguendo nelle loro indagini per ricostruire quanto emerso: dal movente dell’aggressione, ai precedenti episodi violenti.