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9 mag 2022

Gioielli belli e sostenibili Lo slogan di OroArezzo

Evento di Federorafi per affrontare anche il tema della certificazione unica. Squarcialupi: "Possiamo alimentare un’economia circolare dei metalli preziosi"

angela baldi
Cronaca

di Angela Baldi

Si conclude domani OroArezzo, la più scintillante vetrina della produzione orafa italiana e internazionale. Nei padiglioni di Arezzo Fiere dopo due anni di assenza per le restrizioni imposte dal Covid, è tornata infatti la fiera in presenza. Al centro della giornata di lavori di ieri la sostenibilità come percorso comune per l’industria orafa, e la ricerca di una certificazione unica come obiettivo d’insieme. È il quadro emerso nella seconda giornata della manifestazione di Italian Exhibition Group dedicata all’oreficeria Made in Italy e internazionale, nel corso del workshop a cura di Federorafi organizzato in collaborazione con la Consulta Provinciale dei Produttori Orafi e Argentieri di Arezzo.

All’evento "La sostenibilità come lasciapassare per il futuro", moderato da Stefano de Pascale, direttore generale di Federorafi, hanno preso parte Silvia Bezzone di Bulgari Gioielli, Egidio Chini, F.lli Chini, Raul Sapora, gemmologo, Cristina Squarcialupi di Unoaerre e vicepresidente Federorafi con delega alla sostenibilità e Damiano Zito, Progoldx, con la partecipazione di Luca Parrini, coordinatore della consulta orafa aretina. A introdurre il convegno, Marco Carniello di Ieg. "Grande l’attualità del tema, particolarmente caro alla nostra amministrazione – ha detto Simone Chierici, assessore alle attività produttive del Comune di Arezzo - Parlare oggi di scenari futuri è anche un segno chiaro della lungimiranza di questo settore". "La manifattura orafa italiana si trova in una posizione di vantaggio per produrre gioielli sostenibili e per alimentare una consolidata economia circolare dei metalli preziosi – ha detto Cristina Squarcialupi - A questi aspetti si aggiunge il talento degli italiani come artigiani e designer creativi di alta qualità, le cui eccellenze artistiche e artigianali sono riconosciute in tutto il mondo. Tutti questi fattori, insieme alle certificazioni a garanzia del mercato di riferimento, giocano insieme per creare gioielli allo stesso tempo belli e sostenibili". "La responsabilità sociale e la sostenibilità sono temi fondamentali per gli acquirenti finali quindi sempre più stanno diventando banco di prova per le nostre produzioni – ha detto Egidio Chini - rispondiamo a questi temi perché lo vuole la clientela ma soprattutto per dovere etico. Le filiere, nell’ambito della sostenibilità, avranno una forte identità, certificata, quantificabile e dimostrata".

Tra i temi sul tavolo come possono i produttori di gioielli evitare di contribuire alle violazioni dei diritti umani nella loro supply chain. "Dovrebbero assicurarsi di avere catene di approvvigionamento tracciabili e trasparenti in cui i diritti umani siano regolarmente monitorati e rispettati – ha detto Raul Sapora - La certificazione costituisce il ponte tra lo standard e l’impatto che un’azienda ha sul tessuto sociale". Ieri tra gli stand anche l’assessore all’economia e al turismo della Toscana, Leonardo Marras: "Celebriamo il ritorno in presenza di un altro grande appuntamento fieristico della Toscana, Oro Arezzo è, ormai da anni, punto di riferimento internazionale per il settore". Evento nell’evento il concorso "Premiere" che premia la migliore manifatture orafa italiana per design, abilità produttive e creative che quest’anno aveva per tema il bracciale.

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