Gattina uccisa con un fucile. Cacciatore condannato a sei mesi

Gattina uccisa con un fucile. Cacciatore condannato a sei mesi
Gattina uccisa con un fucile. Cacciatore condannato a sei mesi

E’ stato condannato a sei mesi di reclusione, con la condizionale, il cacciatore che nell’ottobre del 2022 aveva sparato a una gatta, Sybilla il suo nome, che poi gettò in un cassonetto dei rifiuti confidando di poterla farla franca non soltanto agli occhi dei passanti ma anche a quelli della giustizia ordinaria. L’uomo dovrà, inoltre, pagare tutte le spesi legali anche alle associazioni che si sono costituite parti civili in questo processo. Il fatto, come normale, destò molto clamore; poco più di un anno fa alcuni residenti della frazione di Potine, nel comune di Cavriglia, udirono miagolii strani provenienti da un cassonetto della spazzatura all’interno del quale era presente, avvolta in una busta e con gravi ferite da sparo, proprio la gattina a cui fu immediatamente prestato soccorso e portata in una clinica veterinaria per sottoporla a cure specifiche.

Nonostante ciò morì pochi giorni dopo, la successiva attività della locale polizia municipale riuscì ad individuare l’autore del deprecabile gesto ovvero un giovane cacciatore residente nel Valdarno fiorentino immortalato dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Rintracciato pochi giorni dopo confessò quanto di insano compiuto, avrebbe colpito Sybilla utilizzando una carabina ad aria compressa. Giovedì, come detto, la condanna: "Secondo noi - spiega in una nota l’associazione no profit Irriducibili Liberazione Animale - attualmente le pene per questi reati sono esigue ed attendiamo da tempo l’inasprimento, ma quello che ci consola un po’ è che a un cacciatore, dopo aver subito una condanna penale, venga tolta la licenza di caccia, in questo modo non potrà più sparare agli animali. E in tal senso auspichiamo un provvedimento prefettizio di sospensione o mancato rinnovo porto d’armi per il reo". Sulla stessa lunghezza anche la presidentessa dell’Enpa Valdarno Luigina Campedelli, che ha seguito il caso molto da vicino: "Una sentenza molto leggera, praticamente con la condizionale quest’uomo non si farà nemmeno un giorno di carcere e e tutto ciò è molto pericoloso perché certi casi potrebbero anche ripetersi senza una giustizia adeguata. Qui si offende la sensibilità non solo del povero animale ma anche di chi li ama". Quello di Cavriglia non è il classico caso isolato, nel dicembre del 2020 e sempre con una carabina ad aria compressa un 60enne valdarnese colpì un altro gatto che fu poi trovato dalla proprietaria nei pressi dell’abitazione in fin di vita. Morì pochi giorni dopo e l’uomo fu condannato a un risarcimento e ammesso alla messa alla prova nella locale confraternita.

Massimo Bagiardi