Due Mari: Confindustria esprime apprezzamento per l’approvazione dei progetti dell’Anas

“Invitiamo ora le istituzione ed il territorio ad impegnarsi in modo coeso per rendere possibile un investimento di 300 milioni di euro circa”

Arezzo, 11 luglio 2024 – Confindustria Toscana Sud, nell’apprendere con soddisfazione la notizia della sottoscrizione dell’intesa fra il Commissario Straordinario ANAS Ing. Massimo Simonini e il Presidente della Giunta Regionale Giani per la realizzazione del tratto aretino della 2 mari tra San Zeno e La Magnanina esprime comunque preoccupazione per i ritardi accumulati nell’iter di esecuzione dell’opera.

"Poiché le difficoltà legate alla questione delle bretelle ed i conseguenti ritardi accumulati per l’avvio della progettazione esecutiva hanno fatto slittare dal 2024 al 2025 il probabile finanziamento dell’opera, invitiamo ora le istituzione ed il territorio ad impegnarsi in modo coeso per rendere possibile un investimento di 300 milioni di Euro circa.

Non è un mistero che Confindustria Toscana Sud abbia posto in essere una continua sollecitazione verso gli Enti Locali e la Regione affinché si comprendesse la rilevanza dell’opera per arrivare al completamento dei tratti mancanti atteso da decenni. A questo punto auspichiamo che Anas riprenda la progettazione esecutiva il più celermente possibile affinché possa essere conclusa entro la fine del 2024 come indicato nel cronoprogramma di un’opera prioritaria a livello nazionale Al Commissario Straordinario Ing. Massimo Simonini e ai dirigenti ANAS va un ringraziamento particolare perché non solo hanno portato avanti gli appalti per il completamento del tratto compreso fra Grosseto e Siena (con lavori che oggi vanno avanti spediti) ma anche per aver sbloccato l’approvazione del progetto del lotto zero fra Siena e Ruffolo e presentati al MASE i progetti definitivi per il raddoppio del tratto Arezzo – Palazzo del Pero e per il nuovo tratto a due corsie per senso di marcia fra Le Ville e l’innesto con la E 45 di Selci Lama.

In una fase in cui l’economia nazionale e locale sta iniziando a dare evidenti segnali di rallentamento un investimento di questa natura con importanti ricadute anche sull’economia di locale (si possono stimare circa 800/900 milioni di Euro sul territorio) diventa quanto mai irrinunciabile".