Crisi respiratorie, boom ricoveri: +10%. Scala: "Ora rimettiamo le mascherine"

Il primario invita alla prudenza nei luoghi affollati. "Un incrocio di virus, aumentati i posti letto" .

"È la somma dei nemici a fare la differenza. Raffaele Scala al timone della Pneumologia e dell’Unità di terapia intensiva per le malattie respiratorie lo dice con i numeri alla mano nella fase forse più critica della stagione, quella dell’intreccio - perverso - tra influenza, Covid e qualcosa come circa duecento virus che stanno circolando.

Dottor Scala qual è la situazione nel suo reparto?

"Rispetto a un mese fa, Covid a parte, stiamo vedendo una maggiore incidenza di malati, sopratutto infezioni gravi, in buona parte collegate all’influenza".

Aumentano i ricoveri, come vi state attrezzando?

"Secondo le indicazioni del presidio ospedaliero, abbiamo predisposto il 10 per cento in più dei posti letto in Utip e in degenza. Da noi arrivano i casi più complessi".

Quali?

"Sono persone con un complesso di patologie. Abbiamo appena ricoverato un uomo di 64 anni, vaccinato, con una polmonite da influenza grave e altre problematiche che vanno a impattare sui meccanismi di difesa. Stiamo incrementando una fascia di popolazione fragile con malattie respiratorie avanzate con cui i nostri sistemi sanitari dovranno interagire".

Si spieghi meglio.

"A livello provinciale sono oltre mille le persone che hanno bisogno dell’ossigeno e circa seicento quelle in ventilazione. Un dato in crescita se paragonato ai numeri degli anni precedenti. Sono principalmente anziani ma non solo, penso ai pazienti distrofici e a malati in una fascia tra i 40 e i 60 anni. La maggiorparte dei ricoverati hanno tra i 70 e i 90 anni e vengono seguiti in maniera costante. Ricordiamo i pazienti colpiti dai danni del fumo come enfisema e bronchite cronica. In passato la loro sopravvivenza era più a rischio, oggi la forbice si è allargata ma aumenta il tempo di ricovero per superare la fase acuta.

Cinque persone in rianimazione per l’influenza è un dato che preoccupa?

"Anche in questo caso si tratta di anziani con più patologie nei quali l’influenza in forma più aggressiva rispetto agli anni precedenti, provoca problemi gravi. Va anche detto che il maggiore accesso al Pronto soccorso nei casi di ricovero, determina un passaggio più diretto ai reparti specializzati".

Eppure nella Asl il dato sulla vaccinazione supera la media nazionale e quella toscana. Perchè?

"C’è una fascia di popolazione che va incontro a più patologie pur avendo una buona copertura vaccinale. Per quanto riguarda il Covid abbiamo un paziente con polmonite da Covid, per il resto sono caso di positività su pazienti ricoverati per altre problematiche".

In questo periodo circolano oltre duecento virus, come ci si difende?

"Sì ci sono altre infezioni, ad esempio il micoplasma, un batterio che può colpire anche soggetti giovani e talvolta gli antibiotici somministrati a domicilio non sono attivi su questo batterio che può manifestarsi anche in forme aggressive".

Lo scudo?

"Lo consiglio sempre ai miei pazienti: oltre alla vaccinazione è necessario usare le mascherine in ambienti affollati. Dopo l’ondata della pandemia c’è un certo rilassamento ma la prima difesa è la prudenza e il buon senso".