Un reparto di rianimazione di un ospedale
Un reparto di rianimazione di un ospedale

Arezzo, 28 settembre 2020 - La sua strada si era incrociata con la terapia intensiva, a quanto risulta, senza neanche passare da malattie infettive. E questo a conferma di quanto fossero gravi le sue condizioni: uno dei classici casi nei quali non sai se il Covid uccida o se dia solo l’ultima, fatale spinta a chi è provato dalla malattia. E’ morto a 67 anni, tra le vittime una delle più giovani dall’inizio dell’epidemia.

Aretino, confermano dalla Asl, e in questo senso sarebbe forse il primo: perché il quadro della Regione ne indica altri due ma già dalla Asl avevano chiarito che in realtà entrambi venivano dalla provincia. E anche lui, in base ad una prima ricostruzione, viveva a Castel Focognano, anche se da non molto tempo. Un’altra pagina nera nel quadro sanitario. Il sessantenne soffriva di varie patologie, ed era in trattamento con immunosoppressori, quelle molecole che vengono usate in medicina per la terapia delle malattie autoimmuni. E che molto spesso seguono ai trapianti d’organo.

Almeno ufficialmente la 52° vittima di Covid in provincia di Arezzo. Provincia che continua ad essere battuta dal contagio con una costanza da far impallidire quella di primavera. Anche ieri otto casi, altri due bambini. A proposito: la bimba di otto anni di Capolona risultata positiva sabato, in realtà non frequenta alcuna scuola del suo paese nè della vicina Subbiano. Fa la terza al Convitto Nazionale, in pieno centro storico ad Arezzo.

«E’ vero – conferma con la solita franchezza il rettore Luciano Tagliaferri – è dei nostri: la Asl ci ha informati e le abbiamo messo a disposizione i nomi di tutti i compagni e degli insegnanti». Per l’esattezza due maestri ed un educatore. Come al solito coinvolti dallo stesso destino: tutti in quarantena. Una classe in quarantena anche al Convitto, che pure aveva trovato la quadra per tenere tutti i ragazzi in classe.

Ma è chiaro che via via il numero dei positivi a scuola aumenterà: comunque oggi siamo a 14 giorni dall’inizio delle lezioni e per ora il fenomeno è stato più contenuto di quanto non si temesse. Un altro studente è risultato positivo ieri: ha 15 anni e vive a Terranuova. Ma almeno come scuola gravita su Figline, quindi fuori provincia, ed è lì che un’altra classe passerà dalle lezioni, dalle merende, dalle interrogazioni alla quarantena. Ha 18 anni anche un ragazzo di Bibbiena, ma non è di quelli che ancora frequentava la scuola.

Ne ha dieci un ragazzino di Civitella: ma era rientrato dal Marocco e per questo in isolamento domiciliare, quindi nessun collegamento con le aule. Così come una bambina di 3 anni, anche lei di Arezzo, che era in isolamento perché contatto di un altro positivo. Altri quattro i contagiati del capoluogo, la cui curva si sta impennando continuamente: tutti nella fascia tra i 50 e i 60 anni, uno rientrato da poco dalla Sardegna, tra gli ultimi casi «importati» dalla nostra splendida isola.

Intanto tra le situazioni limite che emergono dall’epidemia c’è anche quella di un ristorante della provincia che ha chiuso proprio per il Covid: almeno due contagiati, altri tamponi in corso, e la decisione di fermarsi un attimo per uscire dal tunnel, anche perchè varie persone sono finite in quarantena. Quarantene che continuano a crescere, ieri altre 21 legate ai contatto con dei casi aretini.

Portati a galla con circa 1600 tamponi, un po’ meno dei giorni più intensi ma sempre tanti. Calano i ricoveri ospedalieri. Ma purtroppo calano nel modo più drammatico. non perchè qualcuno sia guarito ma perché un signore di 67 anni è morto nell’isolamento amaro della rianimazione. E’ la conferma che i numeri raccontano solo una parte della vita. E purtroppo della morte.