Arezzo, 6 marzo 2015  – E’ uscita dal bar di Levane e lo ha visto a terra privo di conoscenza. Lei, mamma di due adolescenti, guardia giurata dell’istituto Fidelitas di Arezzo, non ha esitato di fronte ai chiari sintomi del malore che aveva colpito un cittadino indiano residente a Pergine. L’uomo  arrivato a a Levane ha chiamato l’autista: « Sto male, mi faccia scendere » .

A ppena sceso si è accasciato al suolo premendosi il petto con le mani. E mentre l’autista chiamava il 118, Rita Borrelli, levanese di 39 anni, con un diploma di soccorritore di secondo livello conseguito alla Misericordia, è entrata in azione.

« Respirava a fatica e ho iniziato a praticargli il massaggio cardiaco. Poi è arrivato un altro soccorritore e, soprattutto, il defibrillatore installato in una colonnina di soccorso al centro del paese » . Un’apparecchiatura automatica che molti residenti sanno usare . Sono bastate tre scariche per rianimar lo e tirare un sospiro di sollievo: «U na gioia immensa,  che ho condiviso con quanti hanno contribuito a strapparlo alla morte » . L’equipe medica ha riscontrato che il quarantaduenne aveva già ripreso conoscenza. E’ stato l’infermiere a stabilizzar lo .

Al l’ospedale   i cardiologi erano pronti ad intervenire. Ora è ricoverato in osservazione post operatoria. Levane ha un record: aver salvato dalla morte due persone in pochi mesi,