
"Una beffa anche per le famiglie di Faella" hanno accusato gli esponenti di opposizione "La vostra è propaganda che fomenta un campanilismo marcio" ha tuonato Gagliardi .
di Francesco Tozzi
È scontro aperto tra maggioranza e opposizione sulla collocazione del nuovo nido comunale, che sorgerà a Castelfranco. Alla fine il sindaco Rossi ha deciso e ciò ha scatenato un vespaio di polemiche. "Il nuovo nido sarà realizzato a Castelfranco di Sopra, in barba alle famiglie di Faella e Piandiscò!" ha esclamato il gruppo di minoranza Sentire Comune. Il gruppo di maggioranza Insieme per ha invece respinto le accuse al mittente, spiegando che l’unico nido pubblico realizzato nella prima consiliatura del comune unico a Castelfranco aveva una capienza di soli 8 posti per i bambini che possono rimanere a dormire, su 18 ospitati in totale. "E’ nel 2015 – ha affermato la compagine guidata da Andrea Pieralli – che articoli di stampa riportavano un’intervista dell’allora assessore Franchi, in occasione della realizzazione della materna a Castelfranco, la quale sosteneva che all’epoca, il finanziamento non consentiva di completare il progetto, ma che, anche in base alle indagini del Centro di Geotecnologia, il nido sarebbe stato realizzato successivamente con la previsione di un ampliamento alla materna. Quella maggioranza, oggi divenuta minoranza, aveva deciso che da un punto di vista territoriale il luogo più idoneo ove realizzare un nido comunale sarebbe stato Castelfranco". Piandiscò e Faella sono già serviti da scuole paritarie.
In consiglio è stata bocciata una mozione del gruppo capitanato da Massimo Mandò, che chiedeva la costruzione del nido a Faella o a Piandiscò. "La giunta, compresi gli assessori Gagliardi e Calcinai – ha affermato l’opposizione – ha votato favorevolmente ad una variazione di bilancio da 90mila euro per la progettazione del nuovo nido, pur avendo un progetto nel cassetto". "La vostra è propaganda che fomenta un campanilismo marcio" ha tuonato Orietta Gagliardi. Il gruppo del centrosinistra ha fatto notare che a Castelfranco esiste già un polo 0-6 pubblico, mentre gli altri centri del comune dell’altopiano ne sono sprovvisti, visto che vi sorgono soltanto strutture private. A conferma di una fusione mai digerita, le giunte Cacioli erano accusate di fare gli interessi di Piandiscò, adesso si punta l’indice sulla giunta Rossi perché espressione quasi esclusiva di Castelfranco.