Capitale della cultura . Anche l’Intrepida fa da sponsor alla sinergia tra le due vallate

Al via di Anghiari sindaci e amministratori uniti per ribadire la candidatura

Capitale della cultura . Anche l’Intrepida fa da sponsor alla sinergia tra le due vallate

Capitale della cultura . Anche l’Intrepida fa da sponsor alla sinergia tra le due vallate

ANGHIARI

Se volevano inviare un messaggio chiaro, hanno scelto la platea migliore, quella della ciclostorica "L’Intrepida", che domenica mattina si apprestava a partire da piazza Baldaccio ad Anghiari. Parliamo dei sindaci e degli amministratori dell’Alta Valle del Tevere tosco-umbra (15 Comuni in totale, due Province e altrettante Regioni), che hanno iniziato il percorso di candidatura del territorio a capitale italiana della cultura 2026. "L’Intrepida" è stata la loro vetrina: davanti ai 937 partenti giunti da tutta Italia, ma c’erano anche americani e tedeschi, l’annuncio è stato fatto pochi istanti prima del via, con i ciclisti che in quel momento erano attenti e concentrati e che quindi non hanno potuto non udire ciò che lo speaker Daniele Gigli e il sindaco Alessandro Polcri, presidente del comitato, hanno detto ai presenti.

Undici in totale (nella foto) gli enti rappresentati con tanto di fascia istituzionale, che si sono piazzati a mo’ di apripista nel prologo di un’altra eccezionale domenica vissuta da Anghiari e dal comprensorio, piacevolmente contagiati dal fascino delle bici d’epoca: già citato Polcri, c’erano per il versante toscano i sindaci di Sansepolcro, Pieve Santo Stefano, Monterchi e Badia Tedalda, rispettivamente Fabrizio Innocenti, Claudio Marcelli, Alfredo Romanelli e Alberto Santucci; il vicesindaco di Caprese Michelangelo, Paolo Acquisti e per la Provincia di Arezzo il consigliere Simon Pietro Palazzo; per la parte umbra, sono arrivati l’assessore Letizia Guerri di Città di Castello e i sindaci di San Giustino, Citerna e Monte Santa Maria Tiberina, ovvero Paolo Fratini, Enea Paladino e Letizia Michelini.

"Credo che importante sia stato anche l’accostamento metaforico del messaggio – ha detto Polcri – perché è un percorso che dobbiamo fare come quello dei ciclisti e perché è caratterizzato dalla stessa fatica che chi pedala deve sostenere per affrontare salite e tratti più difficili. In questo senso, abbiamo individuato forti analogie".