Culle vuote, futuro appeso a un filo. Ora la meglio gioventù va all’estero

Nascita in picchiata, in 40 anni la città può scendere a 60 mila abitanti. Servizi salvati dagli immigrati

Calo demografico ad Arezzo (foto Ansa)

Calo demografico ad Arezzo (foto Ansa)

Arezzo, 26 febbraio 2024 – “La crisi demografica in Italia e nel mondo". La scuola di educazione civica oggi affronta un tema che sembra tecnico, al limite della statistica, ma che ha una pressione enorme su temi di attualità: alimentazione, inquinamento, capacità di stare insieme. Ad affrontarlo il giornalista Ivo Brocchi che ne parlerà alle classi 3C, 3A, 4A del liceo artistico Piero della Francesca. "La demografia influisce sul governo del mondo da sempre. Nell’anno zero eravamo 200milioni, oggi 8 miliardi e 100".

La crisi demografica in Italia...

"Si spiega con fattori naturali e dalla diminuzione dell’immigrazione. Le curve naturali dipendono dalla fecondità, esiste un rapporto matematico preciso. In Italia siamo scesi a 1,28 per donna, quando con 2 saremo appena a parità. In Italia nel 2040, solo una donna su 4 farà figli. Se non ci fosse stata l’immigrazione avremmo cominciato a perdere già dal 1977. Il calo importante è iniziato dal 2010 al 2020. Nel 2014 eravamo 60,3 milioni, oggi a 59 milioni. L’immigrazione non copre più".

Quanti sono gli immigrati in Italia?

"Sono 6 milioni gli stabili, con iscrizione all’anagrafe e che in genere lavorano, il 10% dei contributi arrivano da loro. Ad Arezzo la maggioranza sono romeni, arrivati qui trenta anni fa, molti hanno messo su aziende. Ogni anno sono più quelle straniere, a registrarsi".

Aumenta anche l’emigrazione...

"Sì, i giovani che se ne vanno. Laureati, non trovano lavoro soddisfacente in Italia, dove manca anche una visione del futuro. Ci svuotiamo delle risorse migliori, quelle che avrebbero di fonte altri 30 anni di lavoro, reddito e quindi contribuiti per le pensioni. Un dato: in Italia abbiamo il 23% di over 65".

Un dato allarmante...

"L’Italia è la nazione che invecchia di più al mondo, una volta erano i giapponesi. Così come in Norvegia, in Svezia dove a dare una mano c’è un diverso stile di vita".

Una diminuzione demografica che colpisce anche Arezzo…

"Abbiamo avuto picchi demografici negli anni ‘60 e ‘70, dovuti anche alle emigrazioni dalle campagne alle città. La Lebole spostò masse enormi. Arezzo, in 40 anni, rischia di diventare una città di 60mila cittadini. Le scelte di oggi devono essere attente a questi numeri, penso all’urbanistica che deve pensare a tra 20 anni.

Si prospetta un futuro fosco...

"La curva prevista è rapida . Penso alla sanità: il 23% over 65 è un dato spaventoso, i vecchi costano più dei giovani e col debito pubblico non ci possiamo permettere grandi lussi. È un fenomeno non più emergenziale, ma permanente".