Asfaltatura di 12 km di strada in Pratomagno. Associazioni sul piede di guerra

Nel corso dell’assemblea di sabato a Loro, gli oppositori hanno parlato di progetto “fuori dal tempo”.

L'assemblea a Loro

L'assemblea a Loro

Arezzo, 04 marzo 2024 – Sabato scorso, a Loro Ciuffenna, si è tenuta l'assemblea pubblica organizzata dal Collettivo Atlatl, dall'Associazione I’ Bercio, dal Collettivo Bujanov (associazioni della Valle del Ciuffenna) e da Casentino Antifascista alla Filanda di Loro Ciuffenna, per discutere del progetto di asfaltatura di 12 km di strada bianca in alto Pratomagno, dalla zona della Croce fino a Secchieta. 13o persone presenti - un numero davvero ragguardevole - tra cui il sindaco di Loro Ciuffenna Moreno Botti, l'ex consigliere regionale Enzo Brogi e Chiara Milanese dell’Unione Comuni Pratomagno. L'incontro si è aperto con la presentazione del documento tecnico di opposizione al progetto inviato alla Regione un anno fa e sottoscritto da 21 associazioni e da 41 esperti di settore, tra cui forestali, agronomi, biologi, guide ambientali e geologi. "Il documento - ha spiegato Gianluca Serra, portavoce del gruppo di opposizione alla asfaltatura della strada di crinale del Pratomagno - mette in luce come questa opera sia in netto contrasto con indicazioni e impegni presi dalla Regione stessa attraverso il Piano Paesaggistico del Valdarno e i due piani di gestione delle due Zone di Conservazione Speciale della Rete Natura 2000 della UE. Oltre ad essere contrario ai pareri di ISPRA Ambiente e della Soprintendenza di Arezzo".

Molte le testimonianze. Roberto, un agricoltore montano, che si è chiesto come sia possibile posare del cemento in quella strada circondata da boschi secolari, Alessandro, esperto forestale, ha spiegato la quantità di servizi ecosistemici che la montagna offre alle comunità locali. Niccolò, giovanissimo studente dell’Università di Roma, ha ricordato come il Pratomagno sia un posto straordinario per gli anfibi ed insetti, e con il suo gruppo si è detto disponibile a studiare di più la fauna del comprensorio. Raoul, che lavora nei boschi del Pratomagno con una associazione, ha fatto notare come, con un 1 milione 800mila euro (la cifra che la Regione ha stanziato per l’opera) si potrebbe incaricare una cooperativa locale per fare la manutenzione della strada bianca del crinale per ben 36 anni, secondo i suoi calcoli.

Gianluca Serra, coordinatore del gruppo di associazioni ed esperti che hanno sviluppato il documento di opposizione, ha spiegato che hanno incontrato nei mesi precedenti i sindaci competenti e la Soprintendenza e che il gruppo è d’accordo con i sindaci nell'aggiustare solamente i pezzi malmessi della strada, che ammontano ad un massimo di 1 km su un totale di 12. "Ma il materiale - ha aggiunto -non deve essere l’asfalto, come raccomandato dalla Soprintendenza, ma il cosiddetto asfalto levigato". E' poi intervenuta Rossella del Forum dell’Acqua, la quale ha fatto notare come la tutela del patrimonio delle strade bianche in Chianti abbia permesso di promuovere un’economia locale virtuosa che è stata esportata in tutto il mondo.Il CAI, presente con il presidente regionale e con i presidenti dell’ufficio di Firenze e Valdarno, ha letto la bozza di una lettera aperta a Giani che il gruppo di protesta ha sviluppato nelle scorse settimane, in cui si richiama il Governatore e la sua Giunta a prendersi le proprie responsabilità e, in nome della trasparenza, a spiegare ai cittadini e agli abitanti di quelle zone il senso di questo progetto.

"Un progetto - è stato ricordato dagli oppositori - basato solo su cemento e asfalto che appare anacronistico e fuori dal tempo, lontano anni luce dalle aspirazioni ad un turismo lento e di qualità che ormai le comunità locali della Toscana perseguono in nome della sostenibilità ecologica e socio-economica". Secondo il CAI Valdarno bisogna anche cominciare a pensare come andare oltre la protesta sulla strada, discutendo di come quella zona debba essere gestita in futuro come bene comune. Perché fino ad oggi le due zone protette della Rete Natura 2000 non sono state gestite dalla Regione e sono rimaste solo sulla carta. Nel corso dell’assemblea ha preso la parola anche il sindaco di Loro, che ha rispedito le accuse al mittente. "Capisco le perplessità - ha chiarito Moreno Botti - ma il nostro comune è interessato solo per una piccola parte. Molti tratti sono già asfaltati e il completamento della panoramica non riguarda assolutamente il crinale. La complessità emerge nei tratti di competenza degli altri comuni".