di MICHELE NUCCI

Perugia, 13 settembre 2017- Anche l’ultimo treno della Fcu è in ritardo. Non poteva essere altrimenti. Il convoglio che si muove da Ponte San Giovanni alla volta di Sansepolcro dal binario numero quattro, parte infatti alle 20.23, tredici minuti più tardi del previsto. Sarà una data e un orario storico? Lo sapremo solo tra dodici mesi.

Per un anno (così promette la Regione) i binari resteranno chiusi e di treni non se ne vedranno più. Una «pensione» temporanea e forzata nell’attesa che vengano effettuati i lavori lungo l’infrastruttura. E a Ponte San Giovanni il clima è mesto. A fianco dei binari i grillini tuonano contro le incapacità e gli sprechi delle amministrazioni di sinistra, mentre i passeggeri appaiono frastornati. «È comprensibile – spiega il capotreno Alessio, che lavora in Fcu da 10 anni – questa storia è successa all’improvviso ci ha lasciato tutti senza parole».

A lui tocca dirigere l’ultima corsa diretta verso Terni, quella che parte alle 19.40, la penultima della giornata. «Il destino è strano – racconta – fui proprio io a essere il capotreno della prima corsa che da Terni andò a L’Aquila». A lui insomma l’onere e l’onore del prologo e dell’epilogo. Da oggi Alessio salirà sugli autobus a fare il controllore. «C’è incertezza, non sappiamo davvero cosa ci aspetta. Ma ne abbiamo viste tante, contiamo di superare anche questa». Ivan ha 19 anni ed è di Marsciano. «Lavoro a Santa Maria degli Angeli. Con il tempo la situazione è andata sempre peggiorando. Ma davvero questo è l’ultimo treno? – chiede –. Non lo sapevo. Certo con l’autobus sarà molto più lunga. Quando ho iniziato a lavorare impiegavo 40 minuti ad andare a casa. Adesso ci vuole quasi un’ora per giungere a Marsciano». Laura Cerquetelli è sorpresa e un po’ divertita dal can can dei grillini e dei giornalisti. «Che succede?» domanda anche lei. E quando scopre che quello su cui sta salendo è l’ultimo treno resta sbigottita. «Speriamo soltanto che davvero finisca tutto tra un anno... », dice.

Giannino Giulietti invece è informatissimo. «Mi hanno detto che tra un anno i treni tornano. Mio cugino lavora nella Fcu e mi ha ripetuto che i soldi ci sono. Stavolta finirà bene ne sono sicuro». Salgono gli ultimi passeggeri, il treno fischia e scompare nel buio risucchiato dai binari. Speriamo sia davvero un arrivederci.