Tuoro (Perugia), 22 dicembre 2017 - Se n'è andato con i privilegi concessi solo ai gentiluomini anziani e in buona salute. Fino alla fine dedicandosi alle sue abitudini e alle sue attività, dormendo accanto alla compagna di una vita, avendo seminato un’enormità di sentimenti benevoli verso i suoi cari e nell’intera comunità del Trasimeno e dell’Umbria. Alle prime luci di ieri, a 83 anni e nella sua casa di Tuoro, si è spento Sauro Scarpocchi, pescatore, ristoratore, amministratore locale, velista e scrittore prezioso e brillante di racconti di vita legati alla sua comunità e al lago. Un acuto osservatore, ironico e simpatico narratore di pezzi di memoria che non se vanno con lui completamente, perché egli in questi anni di riflessione e maturità ci ha regalato quattro volumi, uno più personale dell’altro. A valutarli oggi, un vero e proprio testamento. 

Primo «Diario di bordo» il racconto di se bambino testimone oculare di quella notte del giugno ‘44 quando un valoroso gruppo di giovani isolani portò in salvo remando nella notte 22 ebrei, traghettandoli a riva, grazie alla scelta coraggiosa di don Ottavio Posta. E ancora «l’Isola Maggiore che ho conosciuto», «Vento di Scirocco» e l’ultimo, una tenera favola dedicata al nipote. E Sauro per l’Umbria sarà per sempre colui che ha scattato alcune tra le più belle ed eterne immagini dell’Isola. Ce lo ricorda l’onorevole Alberto Stramaccioni, «negli ultimi 30- 40 anni l’ho conosciuto sotto molteplici aspetti, da quelli della militanza politica all’attività di storico locale con cui ha arricchito la sua vita ma anche l’identità di un territorio, con storie grandi e aneddoti di tutti i giorni». E ancora la governatrice Catiuscia Marini che in un affettuoso messaggio lo definisce «il principe di Isola... uomo ironico, intelligente e brillante». Italo Marri, per Isola del Libro: «Abbiamo avuto il piacere e l’onore di averlo come ospite, ma molto di più siamo stati noi suoi ospiti. Ci ha accolti nel ristorante, in casa, nella sua Isola». Valter Sembolini e Aurelio Cocchini per la comunità dei pescatori che ricordano dell’amico il sorriso, la disponibilità, semplicità e simpatia. 

Il sindaco di Tuoro, Patrizia Cerimonia, descrive di Sauro «la versatile personalità» che lo ha visto costruire una realtà nel panorama della ristorazione, tra i cui tavoli si avvicendavano «persone comuni unitamente a personalità di spicco della politica, della cultura, dell’imprenditoria e dello spettacolo». Verissimo, e di ognuno Sauro gelosamente custodiva ricordi e segreti, alcuni gelosamente mai rivelati ma appuntati con l’orgoglio dell’oste saggio e confidente, sul petto, vicino al cuore. Esattamente come da oggi faranno quanti potevano vantarlo tra gli amici. Questi sanno che accanto al lato pubblico di Sauro c’era quello intimo degli affetti familiari, con l’amore e la riconoscenza per la moglie Lina (sua compagna da oltre 64 anni), per i figli Maria Pia e Roberto e per i nipoti, suo grande orgoglio. «Questa notte ho fatto un sogno, così vivo che mi è sembrato realtà. Ero ad Isola con i pescatori. Soffiava lo scirocco nel buio della notte», ciao Sauro.