Siena, 4 dicembre 2017 - GLI IMPUTATI ci saranno tutti. O quasi E con loro anche i priori delle rispettive Contrade – Onda, Nicchio, Torre e Valdimontone – che non hanno partecipato alle celebrazioni di Sant’Ansano per esternare il disagio per il processo scaturito dai fronteggiamenti del 17 agosto 2015. E per confermare dunque la piena solidarietà ai 68 contradaioli chiamati stamani a rispondere di rissa aggravata perché in entrambi i fronteggiamenti vi furono feriti, seppure lievi. Così sono stati letti dalla procura i due episodi a fine Carriera: il primo tra Onda e Torre, avvenuto fra l’imbocco di via Dupré e il Casato, Nicchio e Valdimontone erano stati invece protagonisti del secondo, nel lato opposto della Piazza.

La prima udienza, davanti al giudice Silvia Romeo, sarà certo lunga fosse solo perché, come in ogni processo, c’è da verificare se le notifiche sono state effettuate correttamente, prima che i difensori inizino a calare le carte in tavola. I giorni scorsi sono stati intensi per gli imputati, c’era da scegliere la linea da adottare. Gli otto del Nicchio, difesi dall’avvocato Luigi De Mossi, sono orientati a fare regolarmente il processo. Ad andare fino in fondo perché fatti come quelli accaduti in Piazza sono da secoli nel dna della Festa. Distanti anni luce dalla violenza gratuita e da quella negli stadi. Il modo di vivere dei senesi di sicuro fa spettacolo ma solo se estrapolato dal contesto può sembrare squallido scontro fra persone. Ventisei i montonaioli finiti nelle oltre mille pagine dell’inchiesta condotta dalla Squadra Mobile, 17 dei quali assistiti da Fabio Pisillo. In larghissima parte dovrebbero optare per il patteggiamento. Il pm Aldo Natalini, dal canto suo, è orientato a dare il consenso. Vorrebbe dire che la vicenda si potrebbe concludere, riconosciute le attenuanti generiche, in 150 euro di multa. Un paio di contradaioli della Torre dovrebbero imboccare la stessa strada mentre gli altri 13 di Salicotto (il loro legale è Daniele Bielli) hanno intenzione di definire la questione con il giudizio abbreviato, dunque sulla base degli elementi contenuti nel fascicolo del pm, puntando a difendere strenuamente la tradizione del Palio che altrimenti rischia di uscire dal processo assimilato a una delle tante giostre che ci sono in Italia. Diciannove, infine, gli ondaioli imputati che si sono affidati all’avvocato Alessandro Betti. Un paio si indirizzeranno verso la messa alla prova (che porta all’estinzione del reato, come avvenuto nel caso di Veleno II), altrettanti faranno il processo. Il resto patteggierà.