Pisa, 12 luglio 2017 - Contro i sintomi dell’andropausa e della menopausa sta per arrivare lo «yogurt funzionale», una sorta di Viagra naturale per gli uomini e, per le donne, un sollievo da hot flashes (vampate di calore) e sbalzi ormonali. Per trovarlo sugli scaffali dei supermercati si dovrà attendere ancora alcuni mesi, ma il suo inventore, il dottor Guglielmo Buonamici – ex ricercatore universitario –, il padre del pane che abbassa il colesterolo, ha già avuto il brevetto approvato e garantisce sui benefici effetti. Buonamici collabora con il Cnr di Pisa, dove i suoi cibi funzionali vengono sperimentati, e con il San Raffaele di Milano, interessato alle sue ricerche di nutraceutica, la scienza che studia gli effetti delle sostanze chimiche naturali sulla salute. Il suo pane antinfiammatorio ed ipocolesterolemizzante, brevettato nel 2011, ha da poco ottenuto l’autorizzazione dal Ministero e, da settembre, un grosso marchio della grande distribuzione nazionale inizierà la produzione e la vendita nei supermercati. Nel frattempo Buonamici ha già pronta una nuova rivoluzione alimentare.

Dottor Buonamici, davvero uno yogurt potrà limitare i disagi di menopausa e andropausa?

«Davvero. In verità sono due: “Lui”, “Lei”, e li ho chiamati yogurt di “Terza Via”. Gli esperimenti in laboratorio hanno dato risultati molto positivi e ho avuto ottimi riscontri anche da medici specialisti».

Come funzionano?

«Il “Lei” è indicato per il periodo pre, durante e post menopausa. Ha una funzione simil estrogenica, ma non contiene elementi di sintesi chimica, perché è a base di estratti vegetali. Perciò sono assenti gli effetti collaterali che, invece, possono manifestarsi con il cerotto che, oggi, tante donne usano per la terapia ormonale sostitutiva. Il “Lui”, invece, previene l’ipertrofia prostatica benigna ed è energizzante per l’erezione».

Da cosa è caratterizzato?

«Da più fitocomplessi estratti da piante tropicali rinvenute in Amazzonia».

Come le ha scoperte?

«Grazie a un simpatico caso. Per tre mesi, esplorando la foresta amazzonica, una vera miniera per i fitocomplessi che utilizzo nei miei cibi funzionali, mentre ero in ricognizione con altri ricercatori, mi si avvicinò un indio kaboco. Parlava un portoghese strano, che non capivo bene. Prese quindi a fare strani gesti con le mani. Con la guida, che faceva da interprete, lo seguii e mi portò a quello che loro chiamano l’Albero della potenza. Raccolsi foglie e radici, le portai in laboratorio, all’Università di Salvador, dove furono fatti esperimenti sui topi anziani».

Cosa successe?

«Ebbero un incredibile risveglio della libido mostrandosi sessualmente iperattivi».

E ha subito brevettato la sua scoperta?

«Sì, il brevetto è stato già approvato in Italia. Ora sto solo aspettando il via libera dalla commissione europea. Nel frattempo, cerco un caseificio interessato alla produzione, e ho creato una altro yogurt funzionale che abbassa il colesterolo. Rispetto a quelli in commercio,che abbattono i livelli di colesterolo fra l’8 e il 10%, il mio arriva a 25-27%».

Ha un rimpianto?

«Non aver brevettato la pasta per celiaci. La prima, in Italia, la feci io per un pastificio toscano. E poi uno yogurt funzionale da me formulato circa 30 anni fa. Ma sono molto più orgoglioso dei miei yogurt per la terza età».