Pisa, 12 novembre 2017 - Sarà effettuata nei prossimi giorni l’autopsia sulla salma di Tiziano Celoni, il caporal maggiore di 27 anni del 185/o Reggimento Artiglieria Paracadutisti di Bracciano, originario del viterbese e trovato morto da un commilitone venerdì intorno all’ora di pranzo nel suo letto in una camerata della caserma «Gamerra», dove si trovava dalla metà di settembre per svolgere mansioni logistiche nell’ambito di un corso di addestramento. Celoni era infatti impiegato con il compito di autista di mezzi militari.

Il giovane potrebbe essere deceduto a causa di un improvviso malore, ma l’autorità giudiziaria vuole vederci chiaro ed eseguirà tutti gli esami necessari per accertare le cause del decesso. Secondo quanto si è appreso da ambienti investigativi, entro mercoledì per effettuare l’esame necroscopico sarà affidato l’incarico al medico legale, che dovrà prelevare anche i tessuti da sottoporre ad esami tossicologici, ma la Procura nominerà anche uno specialista cardiologo per appurare se la vittima avesse problemi congeniti di natura cardiaca.

Gli inquirenti sono al lavoro anche per ricostruire le ultime ore di vita della vittima e per sapere con chi le ha trascorse. Per ora si sa che Celoni giovedì sera ha cenato insieme a un collega e che poi ha trascorso la serata fuori dalla caserma, anche in virtù del fatto che venerdì avrebbe avuto il giorno libero dal servizio. Il giovane infatti sarebbe rientrato in camerata a tarda ora e non è escluso che la morte sia sopraggiunta nel sonno e che quando il commilitone lo ha notato, intorno all’ora di pranzo, con uno strano pallore sul volto fosse già morto da tempo. Del resto, Celoni indossava il pigiama quando è stato trovato privo di vita e la Procura vuole accertare se nessuno lo avesse visto sveglio prima del decesso.

Interrogativi ai quali dovrà trovare risposta l’indagine condotta dal sostituto procuratore Sisto Restuccia, lo stesso che sta indagando nell’inchiesta bis per la morte di Emanuele Scieri, il parà di leva siracusano morto nella stessa caserma pisana una notte di diciotto anni fa in conseguenza di un atto di nonnismo, come ha stabilito la commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Sofia Amoddio (Pd), che ha chiesto e ottenuto la riapertura delle indagini penali ma anche quelle della procura militare di Roma.