Montecatini 27 novembre 2017 - La raffica di multe elevate nel Padule di Fucecchio provoca la reazione del mondo della caccia. A manifestarla è Carlo Maltagliati, ex consigliere regionale e presidente di Caccia Pesca Ecologia (Cpa). «La task force di guardie ambientali del Wwf – scrive – ha il solo scopo di contrastare i bracconieri o c’è altro? E’ notizia di questi giorni che il mondo dei cacciatori e non solo è in fermento: da parte delle guardie volontarie ambientaliste del Wwf coadiuvate da carabinieri forestali sono state elevate in tre giorni oltre 60 contravvenzioni, frutto di operazioni nel Padule di Fucecchio contro il bracconaggio.

Il tutto nel corso del primo campo antibracconaggio del Wwf nella riserva Le Morette. A quanto ci risulta non è stata fatta alcuna contravvenzione a cacciatori dentro la zona palustre, a dimostrazione della correttezza di coloro che frequentano tali zone. A meno che non si voglia definire bracconiere colui che, avendo cacciato un uccello palustre, non abbia con sè anche il bossolo della cartuccia sparata e per questo è in contravvenzione. A nostro giudizio – va avanti Maltagliati – tutta questa campagna antibracconaggio scatenata dal Wwf mira a evidenziare a opinione pubblica e politici come sia indispensabile la salvaguardia del Centro di Ricerca del Padule, anche come presidio antibracconaggio, sovvenzionandolo ancora coi soldi pubblici, come negli ultimi 20 anni, con il risultato di sperperare qualche milione di euro.

Le circa 60 contravvenzioni per la maggior parte riguardano cacciatori di capanno delle tre province sottoposte a controlli sia per le nuove disposizioni che la Regione ha emanato, sia per interpretazioni di leggi molto discutibili. Basti pensare che un cacciatore quando dal capanno spara per esempio a un tordo e questo cade al pulito, lo deve subito segnare sul libretto di caccia e lo può raccogliere. Se invece l’uccello cade nello sporco, lo può segnare e raccogliere a fine caccia.

Qualora il cacciatore convinto di sparare a un tordo lo segna sul libretto come tale, poi arriva un controllo e al posto del tordo trova un sassello (di cui è permessa la caccia) gli viene fatta la contravvenzione. Non intendiamo difendere il bracconaggio, perché i primi a rimetterci sono proprio i cacciatori ligi alla legge, ma certe operazioni suscitano delle domande. Se il mondo cosiddetto ambientalista, vuole gestire il Centro del Padule, non deve far altro che mettere mano ai propri portafogli. Sono in tanti, così il costo è minimo».