Pescia (Pistoia), 18 aprile 2017 - «Sto bene, non mi è stato torto un capello ma non posso telefonare, hanno sequestrato il mio cellulare e le mie cose, sebbene non mi venga contestato nessun reato». Lo ha detto al telefono Gabriele Del Grande, il giornalista italiano fermato in Turchia durante un controllo dalle autorità al confine con la Siria e trattenuto da alcuni giorni in un centro di detenzione amministrativa, riuscendo a chiamare in Italia dal telefono del Centro dove è detenuto. Mentre telefonava ha raccontato di essere circondato da quattro poliziotti.

«Da stasera inizio lo sciopero della fame e invito tutti a mobilitarsi per chiedere che vengano rispettati i miei diritti». Del Grande lo ha annunciato chiamando la sua compagna e alcuni amici «I miei documenti sono in regola, ma non mi è permesso di nominare un avvocato, né mi è dato sapere quando finirà questo fermo - ha aggiunto nella telefonata -. La ragione del fermo è legata al contenuto del mio lavoro. Ho subito interrogatori al riguardo. Ho potuto telefonare solo dopo giorni di protesta».

«Non mi è stato detto che le autorità italiane volevano mettersi in contatto con me», ha proseguito Del Grande nella breve telefonata che è riuscito a fare oggi alle 14.30. «La prima telefonata - rendono noto la compagna Alexandra d'Onofrio e i compagni di viaggio di 'io sto con la sposa' - che gli è stato concesso di fare da domenica 9 quando è stato fermato dalle autorità turche al confine nella regione di Hatay». Il giornalista era in Turchia dal 7 Aprile. Ai compagni Gabriele ha raccontato: «Mi hanno fermato al confine, e dopo avermi tenuto nel centro di identificazione e di espulsione di Hatay, sono stato trasferito a Mugla, sempre in un centro di identificazione ed espulsione, in isolamento».

Gabriele, 35 anni, è blogger e documentarista che ha fondato Fortress Europe, blog in cui raccoglie gli eventi riguardanti le morti e i naufragi dei migranti africani nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa.

Unico maschio di una famiglia che comprende anche cinque sorelle, è sposato e ha due figli, di 3 e 4 anni. È stato fermato dalla polizia turca perché si trovava in una striscia di terra al confine con la Siria alla quale è interdetto l’accesso.