La Spezia, 16 febbraio 2017 -  AVEVANO scelto la Bonne Année per dare sfogo alla propria passione, coltivata con anni di ascese. Ma su quella cascata di ghiaccio, il cui nome, ‘Buon anno’, appare più beffardo che mai, quattro istruttori di alpinismo ieri mattina hanno perso la vita. Si tratta di Antonella Gerini, 50 anni; Antonella Gallo, 51 anni; Mauro Franceschini, 57 anni; Fabrizio Recchia 51 anni. Con loro, unico superstite, Tino Amore, 60 anni, anch’egli istruttore nazionale.

La sua fortuna è stata quella di trovarsi in un punto più alto rispetto a quello in cui si è staccato il ghiaccio. Tutti erano legati alla Spezia, per nascita o per residenza, anche se due di loro, Gerini e Franceschini, abitavano ora in provincia di Massa Carrara. I quattro  alpinisti deceduti erano iscritti al Cai, grandi amanti e profondi conoscitori della montagna. Spesso si ritrovavano assieme, nei weekend, per salire sulle vette. La tragedia di è verificata intorno alle 11 di ieri mattina. E’ accaduto tutto in un attimo, mentre i cinque erano impegnati sulla cascata: un itinerario definito accessibile dagli addetti ai lavori – la via di salita è a poche decine di metri dalla strada regionale che da Pont-Saint-Martin attraversa la valle di Gressoney – ma che presenta una difficoltà tecnica tutt’altro che trascurabile, con un grado cinque su una scala di sette. E, proprio a quell’ora, la cascata era esposta al sole. Potrebbe esserci un improvviso rialzo termico all’origine del crollo della parete. Ieri a Gressoney si è registrato un rialzo termico di oltre 17 gradi in sole due ore: il dato che confermerebbe l’ipotesi di un collasso del ghiaccio causato dal caldo è riportato dalla stazione meteorologica regionale di Gressoney Bieltschocke: alle 9 d il termometro segnava -6,6 gradi, mentre alle 11, orario dell’incidente, la temperatura era improvvisamente salita a +10,9 gradi. I quattro sono stati sepolti dal ghiacchio; Amore che si trovava in una cengia di sosta ed era probabilmente in attesa del resto della cordata, è stato salvato dall’elicottero del Soccorso alpino Valdostano. «Eravamo in cinque, sono rimasti tutti sotto» le prime parole dette dall’unico sopravvissuto, Tino Amore, in stato di choc, ai primi amici che, dalla Spezia, non appena apprese le prime allarmanti notizie, avevano cominciato a chiamarlo per chiedere informazioni . L’uomo nel pomeriggio è stato ascoltato dai carabinieri di Gressoney, impegnati nella ricostruzione dei fatti assieme ai finanzieri del Sagf di Breuil-Cervinia. «Stavamo arrampicando quando abbiamo sentito un boato fortissimo. Poco dopo abbiamo sentito l’elicottero», hanno raccontato due scalatori che si trovavano su un’altra cascata di ghiaccio, la Ciampa, non lontana dalla Bonne Année.