Sarzana (La Spezia), 7 febbraio 2018 - Un cadavere e tanti misteri. Il ritrovamento del corpo senza vita avvenuto ieri mattina verso le 8 in un capannone della ditta Angeli nei pressi di Buonviaggio a Vezzano, da parte di un operaio che stava iniziando il lavoro, è, almeno per il momento, un giallo complicato. Il corpo è Fabio Cozzani: aveva 51 anni, abitava in via Sarzana alla Spezia, sposato e padre di un adolescente. Si era tolto gli abiti, bagnati fradici, e aveva indossato una tuta da lavoro trovata sul posto. Un omicidio o un incidente?

Una prima risposta potrà arrivare domani, dall’autopsia che sarà effettuata dall’anatomopatologa Susanna Gamba. Intanto la dottoressa Gamba ha effettuato  ieri mattina un primo esame sul cadavere che presentava due ferite al capo, una davanti e l’altra, più profonda, dietro. Compatibili con una caduta e con l’impatto con i numerosi oggetti disseminati nel capannone, ma anche con due colpi sferrati con un’arma, tipo bastone.

Sul mistero  stanno indagando i carabinieri del comando provinciale della Spezia in collaborazione con i colleghi della compagnia di Sarzana. Ci sono tanti elementi da chiarire, buchi neri al momento inspiegabili. Secondo una prima ricostruzione, alle 20,30 di lunedì sera una pattuglia dei carabinieri della stazione di Vezzano, durante un servizio di controllo del territorio, era intervenuta a Buonviaggio a circa un chilometro dalla carrozzeria, trovando una Fiat Multipla con danni sulla fiancata: l’auto sembrava aver sbattuto contro il guardrail. Sul mezzo, chiuso, non c’era nessuno ed era in una zona pericolosa.

Non trovando il proprietario, i militari hanno chiesto l’intervento della vicina carrozzeria per rimuoverla e portarla nel vicino capannone. Il carroattrezzi è arrivato una mezz’ora dopo. In precedenza, nella stessa zona, era intervenuta un’ambulanza inviata dal 118: qualcuno aveva segnalato un incidente spiegando che un’Ape coinvolta era finita dentro un fosso. Quando i militi sono arrivati un uomo, forse lo stesso Cozzani che indossava un giubbotto fosforescente, avrebbe indicato la zona dove era finita l’Ape. Ma l’Ape non è stata trovata e l’uomo con il giubbotto fosforescente, secondo quanto riferito dai soccorritori, subito dopo era sparito.

L’unica certezza è il ritrovamento del cadavere ieri mattina alle 8: due ferite sulla testa, riverso a terra in un’area del capannone diversa da quella dove era custodita la “Multipla”. A questo punto iniziano gli interrogativi. La Fiat Multipla risulta appartenere a una ditta con la quale in passato avrebbe lavorato Cozzani. Per raggiungere la carrozzeria sul retro, il cinquantenne spezzino avrebbe attraversato un boschetto, evitando l’ingresso principale dove sono installati sistema d’allarme e video sorveglianza. Forse è caduto in un canale, o comunque si è bagnato per la pioggia e, entrato nel capannone zuppo e infreddolito, si è tolto gli abiti e ha cercato di indossare una tuta da lavoro trovata sul posto.

Che cosa è accaduto dentro il capannone? Tante le domande: cercava quell’auto? O forse era inseguito da qualcuno? La Multipla è stata posta sotto sequestro e gli investigatori la stanno passando al setaccio per cercare indizi.