Grosseto, 29 aprile 2017 – Il Falco Pescatore è tornato a nidificare in Maremma. Un evento che da sei anni si verifica in questa terra grazie alle condizioni ambientali favorevoli e a un progetto ambizioso e complesso che Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi, ha ideato. È anche lui, quindi, un po' il padre di questi piccoli Falchi. I primi nati in Italia nel 2017 sono al Parco della Maremma e nella Riserva naturale della Diaccia Botrona a Castiglione della Pescaia. “Sono in tutto tre i nidi, uno al Parco e due in Diaccia. In ogni nido - spiega Sammuri - sono state deposte tre uova e per adesso sono tre i piccoli nati. Attendiamo quindi la schiusa di altre sei uova. Possiamo seguire le varie fasi, senza avvicinarci, grazie a delle telecamere che guardano i nidi. In genere dopo 6-7 settimane i giovani Falchi si involano. Poi stanno circa 30-40 giorni in zona, continuano a frequentare il nido per essere nutriti finché imparano a pescare, a essere autonomi. Sono dei grandi volatori. Alcuni sono arrivati sino in Marocco e Tunisia. Lo sappiamo attraverso piccoli sistemi Gps che consentono di individuarne la posizione in tempo reale”.

“Il Falco Pescatore – ricorda Lucia Venturi, presidente del Parco della Maremma – qui passava, mangiava, ma non nidificava più. Grazie al progetto ideato da Sammuri e che poi si è sempre più ampliato siamo riusciti in questa impresa: far tornare il Falco Pescatore a nidificare in Maremma”.
È un evento di straordinaria bellezza… Pensate che nel 2011, dopo 42 anni, una coppia di Falco Pescatore ha di nuovo nidificato sul suolo italiano. Lo ha fatto nel Parco della Maremma, vicino alla foce del fiume Ombrone, in un’area palustre. Le uova di questo spettacolare rapace si erano schiuse per l'ultima volta in natura nel 1969, in nidi collocati sulle coste sarde e siciliane. In Toscana l’ultima nidificazione documentata è ancora più indietro nel tempo: 1929, isola di Montecristo. Adesso sembra che il Falco Pescatore in Maremma si trovi proprio bene per mettere su famiglia.


Irene Blundo