Firenze, 31 dicembre 2015 - Nero su bianco le date per la realizzazione delle grandi infrastrutture, tanto attese, che possono far primeggiare la città e l’area metropolitana. E due novità certe per il futuro del centro storico e delle periferie. Dario Nardella cavalca l’onda del new deal targato 2015 (l’anno della ripartenza) per imprimere la svolta nel 2016. Ottimismo consapevole il suo a partire dallo slogan tasse giù («Addizionale Irpef bassa più cancellazione tasi più nessun aumento di tariffe comunali uguale 80 milioni di euro che rimangono nelle tasche dei fiorentini» sottolinea con orgoglio).
Fiducia, la sua parola d’ordine del 2016.
«Sì, perché l’economia è ripartita prima a Firenze che altrove, l’export ci conforta, il turismo tira come non mai, c’è interesse dei grandi investitori per il nostro territorio».
Allora possiamo stare tranquilli.
«C’è molto da fare, il 2016 è decisivo per consolidare questa ripresa». 
Infrastrutture, chiariamo i tempi.
«Ok facciamo l’agenda con i fiorentini»
Tramvia.
«Confermati gli impegni. A febbraio San Valentino 2018 i fiorentini salgono su tutte e due le linee».
 Con i ritardi come siamo messi?
«Notizia di questi giorni: la banche, a fronte dell’avanzamento dei lavori, stanno pagando le ditte. E questo è un elemento importante. Si stanno recuperando i ritardi accumulati nel 2015. Si procede».
Ipotesi prolungamento delle linee.
«Pensiamo anche alla città metropolitana: la linea 2 verso Sesto, la 4 che correrà dalla Leopolda verso le Piagge e Campi».
E il sottoattraversamento del centro storico come auspicato dal progetto di Matteo Renzi?
«Voglio portarlo avanti investendo due milioni per lo studio di fattibilità e il progetto preliminare. I soldi sono nel decreto Sblocca Italia ma disponibili dal 2017: noi li anticipiamo». 
Quindi ha cambiato idea.
«Non ero contrario al sottoattraversamento. E proprio per dimostralo voglio verificare la praticabilità del tunnel sotterraneo. Credo sia un’opportunità per il centro e per collegare la città con Bagno a Ripoli e la zona sud. La situazione quanto meno è da saggiare; pensiamo a quanto avviene a Parigi, Berlino, Roma. 
Aeroporto.
«Guardiamo con fiducia agli ultimi passaggi riguardo la Via. Auspichiamo che il 2016 sia l’anno dei cantieri».
Stadio.
«A gennaio inizia la procedura per il trasferimento Mercafir all’Osmannoro. Entro l’estate dovrebbe arrivare il progetto definitivo della Fiorentina per il nuovo stadio».
Fortezza da Basso.
«Il nostro investimento è da 142 milioni. Approviamo nell’ultima giunta il progetto preliminare. Via ai cantieri nel 2016 per avere le carte in regola per ospitare il G7 l’anno successivo». 
Autostrade.
«Nel 2015 abbiamo sbloccato i cantieri dei nodi Mantignano Ugnano e Cascine del Riccio. Nel 2016 eliminiamo il semaforo dell’aeroporto con una bretellina viale XI agosto- Vespucci. Sareb bello se fossero terminati i lavori del Galluzzo a Natale 2016».
Termovalorizzatore. Forte il fronte del no, ma c’è il via libera istituzionale.
«Il termovalorizzatore si inserisce nella stretegia rifiuti zero. Che ci deve portare ad aumentare la raccolta differenziata dall’attuale 55 per cento al 75 per cento».
Non è vero quindi che la raccolta differenziata col termovalizzatore andrà perduta.
«Termo e differenziata vanno insieme. Il punto è che noi dobbiamo eliminare le discariche. I fiorentini pagano fior fior di soldi (50 milioni) per portare i rifiuti in discarica. Vorrei che in Toscana nascessero i comitati contro le discariche non contro i termovalorizzatori».
Tempi?
«2016 inizio lavori. Diamo garanzie assolute per le analisi ambientali e per gli investimenti sul verde pari a 3500 piante all’anno in più nell’area interessata. I fiorentini avranno benefici sulle bollette e sul riscaldamento delle grandi infrastrutture come ad esempio l’aeroporto». 
Progetto Sant’Orsola. Don Livi aspetta, dall’alto, il rilancio.
«So che Don Livi ci controlla da lassù benevolmente. Il 10 agosto per la festa del rione voglio portare una soluzione definitiva. Confido negli investitori attratti dalla nostra città».
Al momento è tutto fermo.
«L’ultima gara non ha dato esito positivo. Adesso andiamo alla procedura negoziata individuando qualche investotore, qualcuno si è già fatto avanti. Do la mia parola che non c’è spazio per nessuna speculazione privata. Dovrà essere uno spazio aperto alla città: attivita culturali, sociali ed economiche».
Cascine, il progetto sembra impantanato.
«Non bisogna nascondersi di fronte alle difficoltà. Siamo delusi per Indiano e Mulina. Per la palazzina dell’Indiano è previsto nuovo bando per la gestione, per le Mulina abbiamo mandato l’ultima diffida per mancati pagamenti. Ma il parco sta rinascendo. Ora apriamo la palazzina Fabbri, mille metri quadri, dove vogliamo creare un hub per giovani imprenditori, è pronta la passerella sul Fosso Macinante, abbiamo portato le pattuglie della polizia metropolitana, abbiamo piantato nuovi alberi». 
Periferie. Ha detto che le ha nel cuore. Molti annunci, poca concretezza. Bisogna fare di più.
«Nel 2015 abbiamo avuto il grosso limite del patto di stabilità. Ora grazie allo sblocco del patto (60 milioni di euro) e a un mutuo da 20 milioni di euro possiamo partire in quarta per recuperare il tempo perso. Abbiamo dato il via in queste ore a 100 gare di opere pubbliche su scuole, impianti sportivi, cimiteri, strade e verde moltissime delle quali in periferia».
Qualche esempio.
«Interverremo per l’Iti Da Vinci, la scuola Bechi a Soffiano, la Carducci e la Don Minzoni; e ancora sul viadotto Marco Polo, in piazzale Vittorio Veneto e in piazza Paolo Uccello, ci sono i soldi per piazza dell’Isolotto e per il mercato delle Cure solo per fare degli esempi. Tutto è concordato in un accordo guida con i Quartieri».
Piazzale Michelangelo
«Confermo che il 14 febbraio sarà pedonalizzato».
Come sono i rapporti col premier?
«Abbiamo rapporti eccellenti per il fatto che oltre all’amicizia c’è intesa politica e un amore vero per la nostra comune città. Capisco che possano continuare i paragoni, ma sono sicuramente più utile alla città se sono me stesso».
A chi rivolge il pensiero nel brindisi del 2016.
«Il primo pensiero va ai giovani ai quali non riusciamo ancora ad offrire le opportunità che meritano. Vorrei potergli offrire più lavoro. Penso anche ai nostri anziani, risorsa straordinaria: non possiamo costruire una città in cui gli anziani siano un problema».