Firenze, 4 novembre 2017 - S’intitola La Pira e la Dc. Una storia di libertà contro le ideologie totalitarie del XX secolo il nuovo libro di Giovanni Pallanti che è stato presentato nella prestigiosa sala Gonfalone a Palazzo del Pegaso. In tantissimi hanno preso parte alla presentazione, che è stata moderata dal direttore de La Nazione Francesco Carrassi.

Il volume ‘La Pira e la Dc’ è una biografia di Giorgio La Pira dal punto di vista, personale e autentico, di Giovanni Pallanti. L’ex vicesindaco di Firenze, giornalista e scrittore, attraverso la vita sociale e politica del sindaco Giorgio La Pira, in particolare il suo impegno dal 1946 al 1977, ripercorre alcuni degli anni più importanti per Firenze e per l’Italia. All’incontro oltre a Pallanti, intervengono l’autore della prefazione Alessandro Corsinovi, il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, il consigliere regionale Paolo Bambagioni, lo storico Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini, il senatore Pier Ferdinando Casini. A moderare il direttore del quotidiano La Nazione, Francesco Carrassi.

Nelle 106 pagine di questo libro (edizioni SEF), il lettore ritrova un racconto autentico e toccante della figura umana e politica di La Pira. Nel 40° della morte del Sindaco Santo di Firenze, Pallanti ho raccolto alcuni documenti, già editi ma poco conosciuti “per una colpevole inerzia di chi si è impossessato della figura di Giorgio La Pira post mortem. La Pira nel 1938, quando il fascismo varò le leggi razziali – racconta Pallanti - ruppe ogni indugio e si mise all’opposizione del Regime Fascista. Con la rivista ‘Principii’ scrisse un articolo contro l’accordo di non belligeranza, di fatto un’alleanza politica e militare, tra Hitler e Stalin. Da quell’anno fino al 5 novembre 1977 La Pira si è battuto contro i totalitarismi di destra e di sinistra. Le dittature fasciste e comuniste sono state le vere nemiche del professore siciliano che combatteva i regimi continuando a progettare ponti tra i popoli. La lezione di La Pira è proprio questa: si deve combattere la cultura autoritaria e dittatoriale dell’elite di destra e di sinistra salvaguardando sempre il diritto dei popoli alla emancipazione sociale e politica, alla libertà e alla pace”. Nel 1951 La Pira sconfisse il comunista Mario Fabiani e diventò sindaco. Governò sempre ogni volta che fu al governo di Firenze o della Repubblica con i partiti laici e socialisti, mai con i comunisti.

“Nonostante la documentazione storica che pubblico nel mio libro – aggiunge Pallanti - i cattocomunismi hanno cercato con sottile furbizia di rendere evanescente la partecipazione alla lotte per la libertà democratico cristiane La Pira. Nel libro vengono pubblicati documenti inoppugnabili e poco conosciuti. Questo libro è un omaggio alla storia di tutti coloro che democraticamente si opposero alle dittature del Novecento, come fece Giorgio La Pira”. Nell’occasione il presidente Giani ha consegnato il Pegaso, simbolo della Toscana all’onorevole Casini “una personalità che rappresenta le istituzioni del nostro Paese”.

“In questo libro – ha detto Giani - ci sono note personali del suo impegno politico, del suo carisma. Porge una visione eretica ma illuminante che fa pensare e costringe a sentire che molte cose, anche se stravolgono il quadro stereotipato della realtà, sono vere”. “C’è bisogno di recuperare lo spirito di far politica di Giorgio La Pira e idealità forti – ha detto l’onorevole Casini“. Casini ha ricordato come per La Pira al primo posto ci fosse sempre l’interesse della comunità e dei suoi concittadini.

“La Pira – ha detto- stava dalla parte dei poveri e dei diseredati”. “La ricostruzione storica che fa Pallanti è importante, perché quello che dimostra La Pira è che il monopolio della solidarietà e della difesa dei diseredati non è storicamente a sinistra ma nasce nel mondo del solidarismo cattolico”. “In tutto il suo percorso politico e culturale – ha detto il consigliere regionale Paolo Bambagioni - Pallanti è sempre stato guidato da una stella polare: proclamare la verità, combattere le ingiustizie e difendere la democrazia, con l’intento di realizzare una migliore giustizia sociale”.

Bambagioni ha sottolineato il “coraggio” e la “coerenza diamantina” di Pallanti che “non solo ha vissuto una vita austera, quasi francescana ma in alcuni casi ha dovuto sopportare le pesanti conseguenze sul piano personale per scelte fatte nell’interesse pubblico”.

“Dal libro emerge il rapporto – ha concluso Bambagioni – di discepolo del grande sindaco che Giovanni ancora oggi si sente di esercitare nella sua città”.“A quarantanni dalla morte di La Pira – è intervenuto Pallanti - era importante ricollocarlo nella sua esperienza storica. Dal 1938 fino alla morte è stato un intellettuale, simbolo contro tutte le dittature del Novecento sia quelle nazifasciste sia quelle comuniste”.

“Fu un innovatore e non un rottamatore, il suo impegno politico può essere un esempio: rimanere fedele ad un progetto, a ideali e non cambiare mai casacca, a seconda delle convenienze”. Pallanti ha voluto sottolineare “La Pira rimase democristiano per tutta la sua vita”. “Non pensava solo al Paradiso – ha concluso Pallanti - ma anche alla Gerusalemme in terra e voleva che la gente avesse pane, lavoro e pace”