Firenze, 23 dicembre 2017 -  Rodolfo Fiesoliil profeta del Forteto, 76 anni, torna in carcere dopo che le condanne per violenza sessuale sono diventate definitive. È stato prelevato questa mattina, sabato 23 dicembre, dai carabinieri nella sua abitazione di Pelago. Deve scontare una pena residua di 14 anni, 8 mesi e 17 giorni. Inoltre dovrà subire un nuovo processo per un episodio di violenza sessuale. 

Dopo l'arresto, Fiesoli ha accusato un malore e per questo è stato deciso il suo trasferimento all'ospedale fiorentino di Ponte a Niccheri per una visita. Fiesoli aveva lasciato la caserma dei carabinieri di Pontassieve dopo il fotosegnalamento per raggiungere il carcere ma poi, in seguito al malore, è stato deciso di portarlo in ospedale. Da quanto appreso quando i carabinieri si sono presentati nella sua abitazione a Pelago, Fiesoli è apparso sorpreso: non si aspettava l'ordinanza di esecuzione della pena. È rimasto in silenzio e ha riempito una borsa con i suoi effetti personali seguendo poi i militari.

Nel pomeriggio Fiesoli è stato dimesso dall'ospedale di Ponte a Niccheri dove era arrivato intorno alle 13. Sottoposto a numerosi controlli, tutti risultati negativi, dai sanitari del pronto soccorso, comprese alcuni esami radiografici, Fiesoli sempre controllato dai carabinieri è stato dimesso e poi è stato  accompagnato in carcere.

GLI AVVOCATI - I difensori di Rodolfo Fiesoli, gli avvocati Oliviero Mazza e Lorenzo Zilletti, proporranno un incidente di esecuzione contro l'ordine di carcerazione e ricorreranno alla Corte Europea dei diritti dell'uomo. È quanto scrivono in una nota nella quale esprimono la loro 'amarezza e preoccupazione' per la decisione della Cassazione. "Amarezza per il proprio assistito, preoccupazione per le sorti del diritto di difesa e delle regole del giusto processo. Il caso sarà sottoposto al vaglio della Corte Europea dei diritti dell'uomo che, è bene ricordarlo, in molteplici occasioni, ha condannato l'Italia per violazione del diritto a un equo processo", aggiungono i legali. "Contro l'ordine di carcerare Fiesoli prima che, a nostro avviso, si sia formato un giudicato sulla pena, è già stato proposto un incidente di esecuzione. Spetterà alla Corte d'appello stabilire se il nuovo giudizio di appello potrà essere seguito da Fiesoli in stato di libertà», concludono Mazza e Zilletti. 

La Cooperativa Agricola Il Forteto, in una nota, "prende atto della decisione della Suprema Corte di Cassazione la quale non ha accolto, tra le altre, l'impugnazione della Cooperativa medesima, confermando la condanna del responsabile civile. A questo proposito - prosegue la nota - si ricorda che pur essendo condannata in solido con altri soggetti, la Cooperativa ha già corrisposto il totale delle provvisionali immediatamente esecutive liquidate dai Giudici di merito, come è ovvio, a favore dei soggetti che la Corte d'Appello aveva individuato quali unici legittimi beneficiari del risarcimento".

La cooperativa, nata dall'esperienza della comunità fondata da Rodolfo Fiesoli precisa anche che "la condanna fa riferimento a fatti risalenti ad un tempo nel quale la Cooperativa aveva una diversa organizzazione e governance. Il presidente fin dal giugno 2015 e l'attuale Consiglio di Amministrazione, rinnovato dall'aprile 2016, sono soggettivamente del tutto estranei alle vicende per cui è stato istruito il processo. Pur rammaricandosi per non avere visto accolte le proprie ragioni in sede giudiziaria - conclude la nota - la Cooperativa Agricola Il Forteto si augura si possano ricreare le condizioni per il rilancio di una realtà produttiva che occupa circa 100 addetti e che svolge un ruolo di primo piano nella filiera del settore ovicaprino regionale".