Gloria Gaynor continua a tenere concerti in mezzo mondo
Gloria Gaynor continua a tenere concerti in mezzo mondo

Viareggio, 29 aprile 2018 -  Musica! Dopo tanti anni piazza Mazzini ospiterà un concerto: Gloria Gaynor la sera del 6 agosto, avvenimento di intrattenimento con una vecchia gloria della disco music organizzato dall’amministrazione comunale con il contributo degli imprenditori di Santa Croce sull’Arno (Pisa).

La serata, dalle 22, sarà a ingresso gratuito e, essendo la location perfettamente rodata per il Carnevale, non ci sono nemmeno problemi con la circolare Gabrielli per la sicurezza degli eventi pubblici. Prima del concerto pomeriggio con Dj set anni ’70-’80 al Belvedere delle maschere, poi l’esibizione una band di 10 musicisti con sezione fiati e coriste. E via con «Reach out I’ll be there» e «I will survive».

Gloria Fowles in arte Gaynor ha fatto ballare due generazioni di giovani e meno giovani, ma è una voce anche soul: iniziò l’attività nei Soul Satisfiers (una band jazz e pop degli anni sessanta). Il suo primo singolo fu She’ll Be Sorry-Let Me Go Baby del 1965. Il primo successo arrivò nel 1974 con la cover di Never Can Say Goodbye e entrò nella Top ten Usa. Era l’alba della disco music, fenomeno caratterizzato, allora, da grandi musicisti e grandi voci prima che arrivassero i moderni campionatori. La canzone fu tra le prime ad avviare il fenomeno della disco music, che sarebbe esploso in tutto il mondo a partire dal 1977. La celebrità mondiale arrivò nel 1978 con l’album Love Tracks e il 45 giri (allora c’era il vinile) I Will Survive.

La canzone parla di una donna, lasciata di recente, che dichiara al suo ex di non averne più bisogno e che se la caverà benissimo da sola. Al tempo divenne simbolo dell’emancipazione femminile diventando in seguito l’inno ufficioso della comunità gay. Come spesso è accaduto nel mondo della musica, la casa discografica aveva pubblicato il 45 giri con la canzone sul lato B, a favore della semisconosciuta Substitute, considerata più orecchiabile. Ultima incisione memorabile è stata «I am what I am» nel 1983, poi la dance music è diventata appannaggio di Dj-produttori, mentre grandi cantanti e grandi musicisti sono passati in secondo piano. Oggi al posto delle melodie di Gloria Gaynor c’è solo il fracasso.