Viaggio nel cantiere infinito di via Mazzini: "Transenne, polvere e (forte) sgomento"

Abitanti e operatori commerciali non vedono la fine dei lavori. Le ultime aperture sono state solo un lampo di speranza. Ma c’è anche chi è fiducioso ed arrivato nella zona per investire aprendo una nuova attività: "Magari vorremmo più chiarezza".

Viaggio nel cantiere infinito di via Mazzini: "Transenne, polvere e (forte) sgomento"

Viaggio nel cantiere infinito di via Mazzini: "Transenne, polvere e (forte) sgomento"

Una piccola e fugace boccata d’aria, quella data dalla riapertura del primo tratto di via Mazzini, all’incrocio con Piazza Dante, permessa, però, soltanto a chi proviene da via Puccini. Un momento, labile, che, tra la polvere dei lavori, ha concesso un attimo di respiro ai commercianti e agli abitanti della strada che, dopo mesi di lavoro, hanno visto il lampo di speranza che qualcosa, finalmente, si stesse smuovendo.

Una fiamma che, tuttavia, come una stella, cadente, li ha animati giusto il tempo di veder rimosse le transenne e le inferriate che delimitavano lo spazio e non permettevano il passaggio. Perché oltre quelle, ad occupare il tratto antecedente di via Mazzini, sono ancora buche ed escavatrici, che lasciano vane le speranze riposte da negozianti e cittadini che da mesi sono chiusi in recinzioni e labirintici marciapiedi. Proprio le grate e i lavori, tra la futura pista ciclapide sul lato nord e lo spazio per i pedoni, che dovranno affrontare, come già accade, ristrettezze e incomodi, e per cui gli abitanti di via Mazzini già si sono attivati per presentare all’assessorato ai lavori pubblici e ai responsabili del cantiere atti di protesta e contestazione. Quelle chiusure creano disagi non solo a chi è costretto a circumnavigare la strada in cerca di una via aperta, ma soprattutto a chi, in quella strada, ci vive e lavora e, purtroppo, vede ancora lontana la data di fine lavori.

"È una situazione di disagio, che ha provocato effetti negativi sulle attività commerciali, soprattutto nei momenti più importanti, come il Natale e il Carnevale. Cosa dobbiamo dire? La situazione si commenta da sola… Guarda anche i marciapiedi da rifare, sono come inesistenti, con la pioggia si riempiono d’acqua e i clienti rischiano di scivolare", lamenta Sandie, dipendente di Trovò Panettieri che, a pochi passi dalla stazione ferroviaria, vede adesso la strada liberata dalle ruspe ma il marciapiede appena davanti la porta d’ingresso fatto solo di strati di sassi e sassetti. Una sensazione e uno sguardo di dissenso e delusione che, passeggiando tra i (non) marciapiedi cercando di non inciampare e scontrarsi con chi si dirige nella direzione opposta, domina, come un’ideologia comune, anche tra gli altri negozianti di via Mazzini.

"Incommentabile – osserva, invece, la commessa dell’alimentare Girasole all’angolo di via Puccini, che fa le veci della proprietaria Natalia Butouska –. Il lavoro è calato moltissimo, anche per via della mancanza dei parcheggi. Non esiste più un posto dove mettere la macchina e qua i clienti vengono per fare la spesa. Dove vanno a piedi con i sacchetti strabordanti? Il problema si pone anche per i camion con la merce: anche scaricare i pancali è diventato molto difficile"

. A protestare, sebbene con maggior fiducia nella fine dei cantieri, sono anche Luana e Giuliana, le due sorelle che a dicembre scorso hanno aperto la Tordelleria Maestrelli: "Noi siamo fiduciose perché vogliamo, e dobbiamo, esserlo, perché abbiamo aperto da poco e comunque il nostro lavoro lo facciamo. Vorremmo soltanto più velocità e chiarezza su questi lavori. Alcuni dei clienti ci chiamano per sapere come possono arrivare al negozio, e altri dicono che ci rivedremo quando la strada riaprirà". A questo punto, quando, e se, riaprirà.