Massimo Braccini è attualmente il segretario generale della Toscana per la Fiom Cgil
Massimo Braccini è attualmente il segretario generale della Toscana per la Fiom Cgil
Alle battaglie è abituato da tempo. Le discussioni anche vivaci, al limite della lite verbale sono da sempre il suo pane quotidiano. Ma un proiettile recapitato in una busta, no, quello no, neanche un sindacalista di lunga navigazione come Massimo Braccini se lo poteva immaginare. L’ha trovato martedì mattina nella cassetta delle lettera della sua abitazione, qui in Versilia, dove continua ad abitare nonostante il suo incarico di segretario...

Alle battaglie è abituato da tempo. Le discussioni anche vivaci, al limite della lite verbale sono da sempre il suo pane quotidiano. Ma un proiettile recapitato in una busta, no, quello no, neanche un sindacalista di lunga navigazione come Massimo Braccini se lo poteva immaginare. L’ha trovato martedì mattina nella cassetta delle lettera della sua abitazione, qui in Versilia, dove continua ad abitare nonostante il suo incarico di segretario regionale della Fiom Cgil.

Una busta senza francobollo con il suo nome in evidenza e dentro semplicemente un proiettile. "Trovo che fatti di questa natura siano gravi, ma cerco di non farmi intimidire. Continuerò il mio lavoro, senza paura, questo è certo", ha detto il responsabile sindacale che per tanti anni è stato segretario della Fiom Cgil della Versilia e ha trattato le vicende più spinose della darsena viareggina. "Non ho proprio idea – dice ancora Braccini – di chi possa essere stato. Era una busta di carta, consegnata a mano da uno sconosciuto nella cassetta. Ho fatto subito denuncia alla Questura di Lucca. Avevo già avuto un altro avvertimento in precedenza, ma non a questo livello".

Alcuni mesi fa, sempre al suo indirizzo privato, gli venne recapitata una lettera anonima contenente vaghe minacce. "Anche quella lettera – ha spiegato – la consegnai alla Questura di Lucca anche se all’epoca gli avevo dato il giusto peso". Ora però la minaccia è decisamente più esplicita. E’ opera della stessa mano? Fa riferimenti a questioni personali o di lavoro? "Io non so proprio chi ce la possa avere con me. Sicuramente escludo questioni personali. E’ ovvio che mi si attacca per la mia attività sindacale. Ma come detto non mi faccio certo intimidire. Mi occupo di tante questioni, anche delicate, ma da qui alle minacce. In 20 anni che rivesto incarichi nel sindacato non avevo mai avuto nessun tipo di problemi di questo genere".

Starà alla polizia fare gli accertamenti del caso. "Da parte mia – dice Braccini – ripongo la massima fiducia nelle autorità investigative". Massimo Braccini ha ricevuto la solidarietà per quanto accaduto da tutto il mondo sindacale, di cui fa parte, e anche di quello politico e sociale, sia per la carica che ricopre sia per la persona che è sempre stata.

Paolo Di Grazia