Ospedale Versilia (foto di repertorio)

Lido di Camaiore, 10 ottobre 2018 - «Mi dispiace, suo padre è deceduto». A un certo punto della vita, ineluttabile, questo dolore capita a tutti. Magari mentre un genitore è ricoverato in ospedale e nessun parente è al capezzale, per riposare o mentre due si danno il cambio, arriva questa triste telefonata dall’ospedale. E’ successo ieri a una donna di Camaiore, che aveva il congiunto in cura al «Versilia». Invece per sua fortuna era una «bufala». Per meglio dire: al nosocomio hanno scambiato l’identità di un paziente con un altro vicino di letto, e chiamato la figlia sbagliata. Una figlia che, dopo lo choc, ha avuto conferma di avere ancora un padre.

Un pessimo e tragico risveglio quello di ieri mattina per la donna che da anni abita a Camaiore: alle 7.30 in punto le giunge una telefonata da parte di un infermiere dell’ospedale Versilia che la informa del decesso del padre avvenuto durante la notte. L’uomo ultra ottantenne è infatti ricoverato lì da giorni. Di prima mattina dunque arriva la chiamata sul cellulare della figlia: « Pronto, qui è l’ospedale Versilia. Lei è la figlia del signor B.?». «Lei risponde subito scossa, l’ansia è’ enorme: «Sì, cosa è successo?». La donna ha descritto così, su Facebook, la forte sensazione di panico vissuta. La voce dell’ infermiere suona come una condanna ed aggiunge: «Suo padre è deceduto. Mi dispiace». Giustamente la donna  urla in preda alla disperazione.

«Signora, si calmi... qui c’era il suo compagno a fare la notte, poi è andato via e non è più tornato». Un momento di smarrimento per la donna: «Cosa? Quale compagno? Guardi che io non ho compagni: sarà un signore che ha fatto la notte al paziente accanto a mio padre ...un signore molto anziano». A quel punto l’ infermiere risponde che è impossibile, perché il paziente accanto al padre è giovane. Qualcosa non quadra e la situazione si fa, oltre che disperata, molto confusa. La donna subito mente locale: il compagno, un paziente giovane... E chiede: «Mi scusi, ma lei mi sta parlando del letto N., stanza tale, del paziente di cognome B.?» A questo punto l’interlocutore si rende conto dell’errore: «Oddio, mi scusi tanto, ho fatto uno sbaglio, mi scusi tanto». Morale della favola: il padre della donna non era morto, e ora sta meglio. Nella valanga di commenti esterrefatti sul social c’è chi ha scritto che «certe notizie allungano la vita». 

La direzione sanitaria si è scusata. 


I.P.