
Il compositore Puccini lavora con facilità e concentrazione, evitando pentimenti e raramente ritornando sui suoi lavori. Preferisce esprimersi attraverso la musica piuttosto che con le parole, mostrando avversione al chiacchiericcio e preferendo il lavoro alla socialità.
"Lavora, il Puccini, con facilità, con pochi pentimenti, raramente ritornando su quanto ha scritto, perché già per lungo tempo egli ha concentrato il proprio pensiero nel proprio lavoro innanzi di scriverlo; alcune volte vi ha pensato per qualche anno e di continuo con una meditazione viva e tranquilla, come diceva Alessandro Manzoni - scriveva Edmondo de Amicis in Gazzetta Musicale di Milano 31 maggio 1900 - Ma questi benedetti musicisti, abituati ad esaltar se stessi nell’indeterminato linguaggio dei suoni, non vogliono esprimersi con le parole.(…) È la di lui avversione al ciarlare che gli fa fuggire il mondo, ogni qualvolta è possibile Allorché non lavora è come un uomo perduto. E perciò, mentre comincia il giro mondiale della Tosca, sta già pensando ad un nuovo lavoro".