"Siamo finiti in un hotel da incubo". La denuncia degli studenti in gita

Dopo i controlli del Nas, in collaborazione con l’Ispettorato del Lavoro la struttura è stata chiusa. Colpito anche un bar

"Siamo finiti in un hotel da incubo"  La denuncia degli studenti in gita

"Siamo finiti in un hotel da incubo" La denuncia degli studenti in gita

Lido di Camaiore, 7 maggio 2023 – Hanno scelto il tepore della primavera versiliese per la classica gita scolastica. A conti fatti, pensavano di aver trovato il giusto compromesso, piazzandosi a poche decine di chilometri dalle città d’arte e, allo stesso tempo, a qualche centinaio di metri dal mare. Ma qualcosa è andato storto e il gruppo di studenti, provenienti dalla Puglia, si è visto costretto a segnalare delle anomalie che, dopo l’intervento dei carabinieri, hanno portato alla chiusura di un hotel di Lido di Camaiore.

L’episodio fa il paio con un altro provvedimento analogo che ha colpito una seconda attività: un bar, sempre a Lido di Camaiore. Alle porte della stagione turistica, dunque, si riapre il vaso di pandora degli endemici problemi denunciati a più riprese per il comparto turistico: dalla mancanza di sicurezza al lavoro non sempre regolare, tra figure contrattualizzate solo per una fetta parziale del monte orario oppure, come nel caso scoperchiato a Lido, assunte senza alcun tipo di contratto.

A Lido di Camaiore,dopo i problemi sollevati dai giovani studenti pugliesi, si sono concentrate le indagini dei carabinieri. Un lavoro certosino, che ha coinvolto anche i Nas inviati da Livorno. Stando a quanto è stato possibile ricostruire, i ragazzi avrebbero evidenziato dei problemi al momento dei pasti. E in effetti, dopo che i militari hanno passato sotto la lente d’ingrandimento dati e procedure, per la struttura alberghiera è scattata la sospensione immediata della licenza per la preparazione e la somministrazione di cibo. Non solo: al titolare dell’hotel è stata sospesa con effetto immediato anche la licenza imprenditoriale a causa di gravi violazioni delle condizioni di sicurezza evidenziate nella fase delle indagini. Nello specifico, il lavoro dei militari, coadiuvati attivamente dai Nas, ha permesso di far venire alla luce una serie di carenze di natura sanitaria incompatibili con la possibilità di proseguire l’attività ricettiva.

Purtroppo, non è l’unica irregolarità rilevata dai carabinieri a Lido di Camaiore nel corso delle ultime ispezioni. Anche in questo caso, il lavoro della compagnia locale è stato sostenuto dal Nucleo Ispettorato del Lavoro di Lucca, e si è concentrato su un bar della frazione rivierasca. Nell’attività di somministrazione, i militari hanno passato al setaccio la documentazione relativa agli impiegati, trovando un quadro assolutamente irregolare: dei due dipendenti che garantivano l’attività quotidiana del bar in questione, uno non era stato contrattualizzato. Nel caso specifico, non si trattava del “grigio“ a più riprese denunciato dai sindacati che assistono i lavoratori del settore del turismo: stavolta, il lavoratore era inquadrato senza alcun tipo di contratto e di tutela, e veniva dunque pagato a nero, senza contributi previdenziali e senza la possibilità di accedere ad assistenza sanitaria e alla gamma di diritti che gli sarebbe spettata.

Pure in questa seconda situazione, con il cinquanta per cento del personale impiegato in maniera irregolare, l’epilogo delle indagini è stata la sospensione della licenza all’attività, che dunque, al pari dell’albergo attenzionato dai Nas, ha dovuto serrare le saracinesche proprio all’alba della stagione turistica. I due episodi sono la punta dell’iceberg di un più ampio quadro di controlli portati avanti dalle forze dell’ordine per garantire la regolarità delle attività: la lente d’ingrandimento dei militari non si è posata soltanto su Lido di Camaiore, ma si è estesa anche agli altri comuni della Versilia, da Forte dei Marmi a Viareggio, e ha portato, solo nell’ultima tornata, a pizzicare un paio di locali non aderenti al cento per cento alle disposizioni vigenti per poter aprire al pubblico. In questi casi, però, i rilievi sono stati di minore entità e dunque non sono scattati provvedimenti sospensivi, ma soltanto sanzioni di natura amministrativa.