"Quadri pieni d’anima". La famiglia Di Giorgio ha donato “La costiera“ al vescovo di Livorno

La moglie e i figli del pittore viareggino ricevuti da monsignor Giusti

"Quadri pieni d’anima". La famiglia Di Giorgio ha donato “La costiera“ al vescovo di Livorno

"Quadri pieni d’anima". La famiglia Di Giorgio ha donato “La costiera“ al vescovo di Livorno

VIAREGGIO

Si chiama “Costiera“ l’opera di Giorgio di Giorgio, pittore viareggino, che la famiglia dell’artista ha donato al vescovo di Livorno, monsignore Simone Giusti, e che è in mostra nelle stanze del vescovado, in un’area riservata a tanti artisti e alle diverse declinazioni dell’arte.

La donazione nasce dalla volontà, sensibilità e generosità della moglie Giovanna, dei figli Francesca e Francesco e del nipote Luca. La donazione al vescovado è l’ultimo capitolo della mostra “Colore“ organizzata dalla Fondazione Livorno, nei saloni della sede di piazza Grande, in collaborazione con il QN-La Nazione. La mostra inaugurata il 10 febbraio fino al 10 marzo ha avuto un record di visitatori, oltre 1500.

E tra i visitatori anche i il vescovo monsignor Giusti che ha avuto parole di ammirazione per i valori che l’artista esprime nelle sue opere. Valori etici, morali e spirituali. La visita del vescovo è stata un gesto di attenzione che ha colpito la famiglia che ha deciso di donare un’opera al vescovo. Un’opera in sintonia con Livorno.

"Una mattina, forse di luglio, mare calmo che preannuncia una bella giornata. Lo sguardo verso la costa arriva da lontano. Ma l’artista interpreta, non fa solo una fotografia, e avvolge. Il racconto della sua pace e della sua grande serenità, è trascendenza e va oltre. È come se il pittore fosse calato nella opera stessa", con queste parole monsignor Giusti ha commentato il quadro del pittore viareggino che calza a pennello con Livorno, il suo mare, i suoi colori. Alla cerimonia di presentazione dell’opera alla città hanno partecipato la moglie Giovanna e la figlia Francesca.

Una presentazione allestita nel segno della attenzione: la tela era coperta da un drappo azzurro che ricorda i colori del quadro. "La visita di monsignor Giusti in Fondazione ha aperto nei cuori della mia famiglia una profonda riflessione. È stata un momento grafificante, per questo motivo abbiamo deciso di donare al vescovo una opera di mio padre. La sua famiglia ha vissuto nel passato a Livorno e quell’anno è stato “un anno felice“ ebbene il mese della mostra è stato per noi “ un mese felice“", ha spiegato Francesca di Giorgio. Con la donazione la famiglia è tornata idealmente a casa.

Maria Nudi