Morto nell’incidente in Darsena, i polmoni di Leonardo hanno restituito la vita ad un papà

Gli organi trapiantati dal giovane scomparso in un incidente stradale sono stati donati. La moglie dell’uomo che li ha ricevuti ha scritto una lettera alla madre di Brown

Leonardo Brown,  20 anni,  era rimasto vittima di un drammatico incidente lo scorso 4 luglio insieme alla fidanzata

Leonardo Brown, 20 anni, era rimasto vittima di un drammatico incidente lo scorso 4 luglio insieme alla fidanzata

Viareggio (Lucca), 18 ottobre 2023 – “Leo vive e respira”. Poche parole, accompagnate da un cuore. E la commozione, la riconoscenza, un filo indissolubile che lega due sconosciute. Una è Manuela Pardini, la mamma di Leonardo Brown, il 21enne che ha perso la vita a luglio dopo un tragico incidente in Darsena. L’altra si chiama Loredana, e due giorni fa ha deciso di scrivere a Manuela per ringraziarla. Suo marito vive grazie ai polmoni di Leonardo, che la famiglia ha scelto di donare.

“Le scrivo per ringraziarla del gesto fantastico che ha fatto tre mesi fa, nonostante il grande dolore – l’incipit del messaggio –; era la sera dell’11 luglio quando mio marito ha ricevuto la chiamata dall’ospedale di Siena: ‘Sei pronto? Stanno arrivando due polmoni buoni per te. Vieni il prima possibile che ti prepariamo per il trapianto’. Così siamo partiti, io e lui, in macchina per il pronto soccorso e questa nuova vita. Durante la notte è iniziata l’operazione, lunga più di 12 ore, fino al giorno dopo”.

Prosegue la donna.  “L’ho rivisto dopo 24 ore in terapia intensiva, l’operazione era andata bene. E lì ho appreso che aveva ricevuto due polmoni da un ragazzo di 20 anni che aveva avuto un incidente stradale. E da lì a poco, leggendo i social e i giornali, ho capito che quei polmoni erano del suo amato Leonardo. Sono stati mesi duri e intensi – chiude Loredana –; oggi mio marito sta meglio, è a casa con me, il nostro bimbo di 9 anni che ha sempre visto il suo papà che stava male attaccato all’ossigeno. Sta facendo tanta fisioterapia ma finalmente respira”. Grazie al cuore grande di una famiglia che, nonostante il dolore, ha fatto la scelta di aiutare gli altri.