Una sala operatoria (foto d'archivio)
Una sala operatoria (foto d'archivio)

Viareggio, 27 agosto 2015 - Nel 2015 si può morire ancora di setticemia in un ospedale all’avanguardia? E’ l’interrogativo che fa da angosciosa cornice al dramma di una donna di 68 anni, Vera Tedeschi, vedova Sargentini, scomparsa il 20 agosto scorso all’ospedale unico della Versilia in circostanze non bene chiarite. I figli della scomparsa hanno deciso di presentare un esposto alla Procura di Lucca perché sia accertato «se la morte della donna è dovuta a specifiche colpe dei medici che l’hanno avuto in cura nel corso dei giorni di ricovero nel reparto di chirurgia». Il pubblico ministero della Procura di Lucca Enrico Corucci ha disposto l’autopsia sul corpo della donna: contestualmente – come atto dovuto – sono stati iscritti sul registro degli indagati i nomi di quattro medici dell’Asl 12 Viareggio che erano in servizio quando Vera Tedeschi è stata ricoverata all’ospedale e nel momento in cui la donna è finita sotto i ferri. L’autopsia è stata effettuata ieri pomeriggio. Da parte dei familiari della donna scomparsa, per ora non ci sono dichiarazioni ufficiali.

Il calvario di Vera Tedeschi comincia nei primi giorni di agosto quando la donna ha un incidente domestico: la signora Vera viene ricoverata all’ospedale dove le viene aspirato un ascesso. Dopo un giorno di ricovero torna a casa. Ma la ferita presenta dei grossi problemi. Vera Tedeschi non riesce a stare in piedi, ha un dolore continuo che l’assilla e lo tormenta. Il medico di famiglia dispone un nuovo ricovero con la massima urgenza. Probabilmente è lui a rendersi per primo conto che quella ferita è messa male, che l’ascesso ha provocato l’infezione. E una volta all’ospedale – la donna finisce nel reparto di chirurgia – viene infatti sottoposta ad un intervento chirurgico. Sta di fatto che nonostante tutte le cure il quadro clinico di Vera Franceschi non migliora. Anzi giorno dopo giorno, la ferita è sempre più «inquietante», sale la febbre. Anche gli altri parametri vitali cominciano a preoccupare: gli antibiotici tardano a fare effetto. Anzi non lo fanno affatto. I medici tentato il possibile e l’impossibile ma poi il quadro clinico degenera fino alla morte avvenuta giovedì scorso. «Per un’infezione che con il passare dei giorni è diventata una forma violenta di setticemia»: è questa l’ipotesi che i familiari di Vera Tedeschi, assistiti da due legali, hanno messo in evidenza nel loro esposto denuncia depositato al comando dell’Arma di Viareggio che il giorno dopo l’ha trasferito – per competenza territoriale – ai colleghi di Lido di Camaiore. Sono loro che si mettono in contatto con la Procura e con l’ospedale. Ieri l’autopsia: il caso giudiziario è solo agli inizi mentre il dolore della famiglia resta senza confini.