“La mala erba“. I settenari inediti di Belluomini

L’eco della voce del piccolo Ermanno Lavorini. L’impegno per non dimenticare tutti gli innocenti.

“La mala erba“. I settenari inediti di Belluomini
“La mala erba“. I settenari inediti di Belluomini

"Ogni giorno che passa/un problema di massa,/soffia vento lo stesso/sopra gli uomini gesso". Attraverso La mala erba di Francesco Belluomini (foto) siamo raggiunti dall’eco dell’innocenza che raclama qualcosa che va oltre la verità giudiziaria su Ermanno Lavorini, il 12 enne sparito il 31 gennaio 1969 a Viareggio e ritrovato il 9 marzo nella sabbia della pineta di Marina di Vecchiano. Le perizie stabilirono che Ermanno fu ucciso il giorno stesso del rapimento. Non è questa la sede per ricostruire la vicenda, con un’ipotesi accreditata: il sequestro andrebbe iscritto negli inizi della strategia della tensione, dissimulata con altri paraventi, per ottenere con il riscatto il finanziamento di frange armate dell’estrema destra. I settenari inediti di Belluomini, proposti da Bonaccorso con una postfazione dell’autore stesso, sono un contributo non banale a tornare sulla pagina lacerante.

Come in altre occasioni, soprattutto narrative, Belluomini si lascia ferire dagli eventi storici e li ripropone per scuotere il lettore e spingerlo a non dimenticare. Innanzitutto è la voce del bambino indifeso che arriva e che si unisce a quelli che come lui sono stati e sono nella frontiera estrema della solitutidine e della violenza subita. L’autore d’altra parte esprime un convinto senso della mancanza di qualcosa che è all’origine della vicenda: "...bigogna disporsi/di fuori dai discrosi/di semplice disgrazia/poiché fu poca sazia/.../la voce del mandante". Il poeta fondatore del Camaiore denuncia metodi e modalita attuate, talmente spregiudicate da attrarre nella tela, con esito mortale, altri innocenti.

Michele Brancale