Asili nido, i sindacati in subbuglio: "Tagliate tante ore, ecco i numeri"

Per la Cisl i servizi ridotti di educatrici e ausiliari mettino a rischio tre lavoratrici. Si valuta un altro stato d’agitazione

Asili nido, i sindacati in subbuglio: "Tagliate tante ore, ecco i numeri"

Asili nido, i sindacati in subbuglio: "Tagliate tante ore, ecco i numeri"

Drastica riduzione degli orari di servizio, dal 15% al 25%, con il rischio di perdere tre lavoratrici. Sono i numeri forniti dalla Cisl in previsione dell’anno scolastico 2024-2025 degli asili nido cittadini, tutto questo alla luce del bando contestato dai sindacati come dimostrano lo sciopero e il presidio sotto il municipio di piazza Matteotti dello scorso 25 giugno. "Le opinioni sono tutte gradite e lecite – scrive Enzo Mastorci, segretario generale Cisl Funzione pubblica Toscana nord – ma purtroppo non è possibile andare contro la legge dei numeri. La vice sindaca Francesca Bresciani dichiara infatti che le ore aumenteranno: gradiremmo se ci convocasse per spiegarci come può giustificare le sue affermazioni". Calcolatrice alla mano, la Cisl ha confrontato l’organizzazione attuale delle educatrici (che va avanti dal 2018 ) a quella prevista dal bando con cui sarà assegnata la gestione dei nidi. "Allo Scubidu si passerà da 13.104 a9.960 ore – prosegue – all’Aquilone da 8.442 a 5.540, al Bambi da 11.928 a 9.960 e al Castello da 5.544 a5.540, mentre al centro giochi Girino aumenteranno da 1.000 a 3.400. Quindi si passa da circa 40mila ore a circa 33.880, con un taglio netto di circa 5.600 ore annue, pari al 15%".

Stesso discorso per il personale ausiliario, che si occupa di apertura e chiusura nidi, accoglienza genitori, assistenza durante l’ora del pasto, igiene e sanificazione degli ambienti. "Si passerebbe da circa 14.400 a circa 10.700 ore – conclude Mastorci – con un taglio di circa 3.600 ore annua, pari al 25%, che potrebbe concretizzarsi con un esubero di 3 lavoratrici. Attendiamo una convocazione e un chiarimento da parte dell’amministrazione e ci riserviamo di dichiarare lo stato di agitazione qualora le risposte non fossero tempestive ed esaustive".

Daniele Masseglia