E’ "vicinanza" la parola d’ordine che nella parrocchia di Santa Rita accompagna queste settimane in cui la pandemia è tornata a dividerci. Suona quasi come una forma di disubbidienza, "Ma non lo è affatto, in questi mesi – dice don Luigi Pellegrini – . Abbiamo tutti imparato che possiamo restare vicini anche mantenendo una distanza fisica". La sfida di questo tempo è proprio "coniugare vicinanza e tutela della salute, e – prosegue Don Luigi – continuare a infondere speranza". Così in chiesa "celebriamo...

E’ "vicinanza" la parola d’ordine che nella parrocchia di Santa Rita accompagna queste settimane in cui la pandemia è tornata a dividerci. Suona quasi come una forma di disubbidienza, "Ma non lo è affatto, in questi mesi – dice don Luigi Pellegrini – . Abbiamo tutti imparato che possiamo restare vicini anche mantenendo una distanza fisica". La sfida di questo tempo è proprio "coniugare vicinanza e tutela della salute, e – prosegue Don Luigi – continuare a infondere speranza". Così in chiesa "celebriamo tante messe, per consentire alla comunità di poter partecipare senza preoccupazioni", il programma della iniziative di Natale è stato confermato, "perché il Natale arriverà, comunque" e il catechismo "per adesso lo teniamo a distanza".

Già da una settimana il digitale ha iniziato a scandire la vita della parrocchia. "Catechisti ed educatori prima hanno seguito un corso dell’Anspi per organizzare le lezioni anche con il supporto di video e contributi – spiega il parroco di Santa Rita – e attraverso la rete internet ora entrano nella case delle famiglie per proseguire questo viaggio, fatto di catechesi, dialogo e confronto". "Si sta rivelando una bellissima esperienza – aggiunge –, e ogni giorno raccogliamo nuove adesioni. Non è il momento di tirarsi indietro, ma di sperimentare tutte le strade per restare uniti e alleviare il senso di solitudine".

E intanto a Santa Rita si pensa al Natale, "Non vorrei rinunciare a niente di quello che avevamo programmato, vorrei – dice don Luigi – che per la comunità questo Natale sia una luce". E così è cominciato l’allestimento del villaggio natalizio in via della Fontanella 3 A, nel terreno della casa famiglia ’Papa Giovanni’ che è stato donato alla parrocchia dalla Fondazione Pezzini. "Qui – racconta il parroco – accogliamo oltre cento animali; abbiamo gli alpaca, una famiglia di asinelli, le oche, un cavallo, le galline, le api, il maiale... Tutti animali che rischiavano di non aver un futuro e hanno trovato casa in via della Fontanella". Con il supporto dei volontari e dei parrocchiani è iniziato il montaggio delle lucine e delle casette che faranno da scenografia al presepe vivente, che potrà essere visitato (Decreti permettendo) dal 20 dicembre al 6 gennaio. "Vorrei che questo spazio, all’aperto e sicuro, possa essere frequentato dai bambini, dai ragazzi, da nonni". Non è il Natale da salvare, "ma è il Natale con il suo spirito che – conclude don Luigi – può salvarci dallo scetticismo, dalla rassegnazione, dal cinismo e la paura che attanaglia i cuori".

Martina Del Chicca