
Il vialetto su cui si è consumata la brutale aggressione lunedì alle 20
Stanno battendo a tappeto i bar di “confine“, tra Vecchiano e Torre del Lago. E anche i controvialetti tra la Macchia lucchese e il mare, attraversati ogni estate da centinaia di bagnanti e vissuti, in ogni stagione, da un’umanità accampata ai margini delle legalità. Tra le mani gli agenti della squadra mobile stringono un identikit, a cui stanno cercando di dare un nome e un cognome. Per arrivare ad identificare l’uomo che, al tramonto di lunedì, ha aggredito e malmenato due bagnanti, di rientro sulla via del Balipedio dopo una giornata trascorsa sulla spiaggia di Vecchiano, per derubarli dello zaino e di una tenda.
Le condizioni di Massimo, 64enne di Bozzano ma originario di Arezzo, restano gravi ma stabili. Nelle prossime ore i medici dell’ospedale di Livorno, che già lunedì notte hanno sottoposto l’uomo ad un lungo intervento alla testa, cercheranno di svegliarlo dal coma farmacologico indotto nella speranza di agevolare il recupero. La prognosi resta comunque riservata. Migliorano, seppure lentamente, i lividi e le contusioni riportare da Michele, 52enne di Piano di Conca, che in queste ore è stato dimesso dall’ospedale “Versilia“. Ed è grazie alla sua testimonianza che gli agenti hanno potuto ricostruire cos’è accaduto quel tardo pomeriggio, in quel minuto disperato. Quando i due amici, Massimo e Michele, sono stati avvicinati da un uomo, descritto di carnagione scura, con la scusa di una sigaretta. Di fronte al rifiuto (“Non fumiamo, ci dispiace“), l’uomo ha insistito con l’approccio chiedendo l’ora. "E quando Massimo ha chinato la testa buttando lo sguardo sull’orologio – ha raccontato Michele ai poliziotti – è stato colpito", così violentemente da perdere immediatamente i sensi. Ed è a quel punto che lui ha provato a reagire, per difendere l’amico, rimanendo a sua volta ferito dalla scarica di botte.
Sul tavolo della Procura di Pisa – essendo il fatto accaduto in territorio del comune di Vecchiano – per il momento c’è un fascicolo di indagine aperto contro ignoti per rapina e tentato omicidio. Ma la gravità del fatto spinge i poliziotti a solcare tutte le strade possibili. Cercando nelle telecamere di videosorveglianza che puntellano la terra di confine, nei bar, e nella comunità che vive al margine della legalità nella penombra della Macchia, un volto che corrisponda all’identikit.
Martina Del Chicca