Accordo storico. Gli antichi Egizi approdano in estate nella culla del glamour

Forte dei Marmi ospiterà la mostra sui doni del Nilo curata dal Museo di Torino. Promossa dal Comune e dalla Fondazione villa Bertelli sarà aperta ad agosto.

Accordo storico. Gli antichi Egizi approdano in estate nella culla del glamour

La presentazione del grande evento fatta ieri al Museo Egizio di Torino

Prendete il più antico museo al mondo, mettetelo insieme ad una delle località più glamour delle vacanze italiane, aggiungetevi l’energia di una delle maggiori organizzatrici di eventi del nostro Paese (ma orgogliosamente valdostana), la creatività di uno scrittore e la curiosità di uno studioso capace di emozionarsi ancora come quando poco più che adolescente fu portato dai genitori in viaggio in Egitto. Agitate il tutto con un sindaco forgiato a sfidare l’impossibile in sala operatoria, unitamente alla flemma quasi anglosassone di un avvocato con il pallino della cultura. Poi chiudete gli occhi e lasciate correre la fantasia. Ecco. Ora riaprite gli occhi e immaginate di attraversare il tempo e lo spazio. Un sogno? No, qualcosa di incredibilmente concreto. Un salto nel futuro immersi nella storia di una delle civiltà più antiche: quella egizia.

Protagonisti di questa scommessa sono, infatti, il Museo Egizio di Torino, Forte dei Marmi, Evelina Christillin, Fabio Genovesi, Christian Greco, Bruno Murzi ed Ermindo Tucci. Sono stati loro, ieri mattina, nella sala delle conferenze del Museo Egizio ad illustrare quello che si annuncia l’evento più significativo della Versilia nei prossimi mesi. Sì, perché l’antico Egitto approderà la prossima estate a Forte dei Marmi con una mostra dl titolo Gli Egizi e i doni del Nilo, curata da Paolo Marini, coordinatore scientifico delle mostre itineranti del Museo torinese.

“Dopo la trasformazione del 2015 il Museo Egizio - chiosa Evelina Christillin - si è aperto al mondo, ha cambiato costantemente la sua offerta espositiva, ha studiato nuove strade e modalità per raccontare non solo la cultura materiale, ma anche la storia nascosta dei reperti e della civiltà dell’antico Egitto, attraverso la ricerca e le nuove tecnologie”. Una cultura quindi immersa nel presente seppur legata a doppio filo con la storia. Così “ora ci apprestiamo a vivere una nuova stagione di trasformazione - argomenta ancora Evelina Christilln - in occasione dei duecento anni del museo. Celebrarli non è solo esercizio di memoria, ma significa anche programmare il futuro con un occhio attento anche alla ricostruzione del paesaggio, della natura e della cultura, da cui provengono gli oggetti che custodiamo e raccontiamo al pubblico”.

E qui si inserisce la sfida di Forte dei Marmi: intercettare il pubblico esigente che da sempre caratterizza la Versilia per avvicinarlo appunto alla storia dell’antico Egitto e incuriosirlo a compiere un viaggio nello spazio e nel tempo. “Il Comune di Forte dei Marmi, per la prima volta in Toscana - afferma il sindaco Bruno Murzi - ospiterà la mostra del Museo Egizio, prima realtà mussale in Italia e seconda nel mondo in grado di raccontare questa meravigliosa storia millenaria. Ringrazio la presidente Evelina Christillin e il direttore Christian Greco per l’opportunità di far vivere ai nostri cittadini, agli ospiti, ma anche a tutti gli studenti di ogni ordine e grado, che inviteremo, questo imperdibile percorso archeologico e storico”.

Un legame quello tra il Museo Egizio e Forte dei Marmi che trova nel Fortino, che ospiterà la mostra a partire dal prossimo 1 agosto, il punto di congiunzione, come spiega il presidente della Fondazione Villa Bertelli, l’avvocato Ermindo Tucci. “Forte dei Marmi, infatti, deve il suo nome alla realizzazione del simbolo del paese, quella struttura fortificata costruita da Leopoldo I Granduca di Toscana, nonno di Leopoldo II, finanziatore, congiuntamente a Carlo X di Francia, della spedizione franco-toscana in Egitto del 1828, diretta dal grande egittologo francese Jean Francois Champollion e dal giovane collega italiano Ippolito Rosellini a cui sarà assegnata la prima cattedra di egittologia in Italia all’università di Pisa. Un legame storico, dunque, che si riallaccia idealmente in questa occasione”.