"Traditi su San Francesco" Città esclusa dal Comitato Il sindaco: faremo da soli

Gubbio cancellata dalle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte. La rabbia di Stirati: "Indignato, ma me lo aspettavo. Così si calpesta la storia".

"Traditi su San Francesco"  Città esclusa dal Comitato  Il sindaco: faremo da soli
"Traditi su San Francesco" Città esclusa dal Comitato Il sindaco: faremo da soli

Sull’esclusione di Gubbio dal Comitato per le celebrazioni del centenario francescano, che sta provocando tante polemiche, parla il sindaco Filippo Mario Stirati.

Sindaco, come si temeva per Gubbio non c’è alcuno spazio. Nel coordinamento solo rappresentanti della Regione, del Comune e della Diocesi di Assisi e del reatino. Sorpreso?

"Sorpreso no, ma di certo fortemente indignato".

Come mai c’è questa difficoltà nel riconoscere il ruolo di Gubbio nella vicenda spirituale e umana di Francesco?

"Non è stato mai facile negli anni, anche lontani, affermare il ruolo di Gubbio dentro la parabola francescana. Ricordo ad esempio il Seminario internazionale ’Terra Mater’, che produsse uno straordinario testo di etica ambientale nell’ambito delle Celebrazioni francescane del 1982, che ci fu assegnato quasi come iniziativa secondaria e riparatrice rispetto ad altri eventi considerati molto più centrali. Il paradosso fu che poi quel documento ebbe un’eco mondiale".

Il Comitato ha il compito di elaborare un programma culturale relativo alla vita, all’opera e ai luoghi legati alla figura di San Francesco. Senza Gubbio manca un pezzo importante.

"La penso esattamente in questo modo. La vicenda di Francesco e degli Spadalonga, la sua venuta a Gubbio e la vestizione del saio presso gli amici che lo hanno ospitato, il Sentiero Francescano, il lebbrosario di Gubbio che Francesco ha frequentato, la Pieve di Caprignone, che nel 1223 ha ospitato il primo capitolo dell’Ordine dei francescani convocato fuori da Assisi, l’episodio di San Francesco e della lupa, universalmente noto e carico di un messaggio straordinariamente ed eternamente attuale, un fioretto tra l’altro profondamente originale perchè apre il tema del rapporto con la natura e dell’armonia che dovrebbe esserci tra la specie umana e tutto il Creato: si tratta, credo, di ragioni più che sufficienti per poter dire che una parte fondamentale della storia di Francesco manca".

Intende adottare qualche iniziativa, anche per mettere finalmente un punto fisso?

"Ho già da tempo, unitamente anche ai sindaci di Assisi e Valfabbrica, sollevato alla Regione Umbria la questione del Sentiero Francescano senza per la verità ricevere alcun cenno di risposta. Intendo assumere ulteriori azioni, di concerto con il nostro vescovo Luciano Paolucci Bedini, nei confronti del Comitato presieduto dal professor Rondoni, per far valere pacatamente, ma anche risolutamente, le nostre ragioni. Stiamo programmando progetti e iniziative culturali in questo senso, affinché non ci sia la rimozione del francescanesimo a Gubbio. Anche Gubbio, da parte sua, deve credere fortemente nelle sue radici francescane, insite nella nostra storia e parte integrante della nostra spiritualità e cultura".