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13 mag 2022

Tornano i Ceri, simbolo della fede. E della vita

Cresce l’attesa, e non solo a Gubbio, per la prima vera manifestazione ’di popolo’ dopo due anni di stop forzato a causa della pandemia

Alcuni turisti ammirano i. tre. Ceri ospitati nel Palazzo dei Consoli. Alla grande festa del ritorno mancano solo due giorni
Alcuni turisti ammirano i. tre. Ceri ospitati nel Palazzo dei Consoli. Alla grande festa del ritorno mancano solo due giorni
Alcuni turisti ammirano i. tre. Ceri ospitati nel Palazzo dei Consoli. Alla grande festa del ritorno mancano solo due giorni

Finalmente ed al momento opportuno "Via Ch’Eccoli"! Dopo due anni di attesa, dolorosa e sofferta, attenuata dalla consapevolezza di riuscire tutti insieme a contenere e neutralizzare l’insidia di una epidemia sanitaria che ancora oggi richiede responsabile attenzione, ritorna domenica 15 maggio la Festa dei Ceri sia per rinnovare, in maniera singolare e suggestiva, straordinaria e coinvolgente il tradizionale tributo di amore e di devozione al Patrono S.Ubaldo che richiamare, come sottolineato nel corso dei secoli, i valori insiti nell’insegnamento ubaldiano di cui la società ha bisogno per ritrovare armonia, fiducia, futuro. L’omaggio al Patrono lo descrive in chiave lirica il poeta Umberto Marvardi con "I Ceri": "Ed essi, in devozione; t’alzano grati i ceri della fede;mentre cantano a festa le campanee i ceraioli gl’inni della gioia…..". La “pausa“ forzata degli ultimi due anni ha aiutato tutti a comprendere, soffrendone la "privazione", i contenuti più nobili di una giornata speciale, sintesi autentica della storia, dei valori e dei sentimenti civili e religiosi di un popolo che trova la sua esaltazione soltanto nel rinnovo della celebrazione nei tempi consacrati da calendario e tradizione. Ce lo ricorda ancora un grande poeta dialettale eugubino, il "maestro" Piero Radicchi con "I Ceri". "I Ceri ènno passione, ènno alegria ènno slancio, chiarezza e confusione,ènno odio e amore, gioia, ènno pazzia,incanto e vanto de ‘nna tradizione". Il loro “ritorno“ autorizza però a sperare che ci sia tempo e modo per "riattualizzare" valori di cui la società tutta ha bisogno: appunto pace, solidarietà, amicizia, fratellanza, concordia, riconciliazione. Come già avvenuto nelle due precedenti circostanze della forzata assenza: 1916-1918 durante la Prima guerra mondiale, con l’intervallo della celebre Festa dei Ceri nelle trincee del Col di Lana, svoltasi il 15 maggio 1917 capace di farsi largo, di riuscire a pacificare tutti anche se per un giorno; dal 1941 al 1945, ...

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